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Scritto Venerdì 29 gennaio 2021 alle 14:08

Pescate: basta cacche di cane per il paese, il sindaco pronto all'esame del DNA

Come già qualche altro suo collega sul territorio, anche il sindaco di Pescate Dante De Capitani si dice pronto a procedere all'esame del DNA sulle deiezioni canine nel caso in cui, nella sua "piccola Svizzera", i proprietari dagli amati 4 zampe pelosotti non si dimostrino un pò più rispettosi dei concittadini.
"In questo mese di gennaio la pista ciclopedonale a lago, quella a monte e anche alcune strade del paese sono state invase da ricordini di cani. Anche oggi ho già ricevuto un paio di segnalazioni a riguardo" argomenta infatti il borgomastro, ammettendo come in questo caso gli occhi elettronici si siano rivelati poco utilizi. "Abbiamo anche controllato alcune zone con le telecamere ma pur intravedenfo le sagome non siamo riusciti per ora a risalire ai trasgressori perche la maggior parte di questi incivili a cui andrebbe tolto il cane per incapacità di gestirlo, si muove di sera oppure prima del sorgere del sole. Alcune delle nostre sentinelle mi hanno fornito elementi molto utili per rintracciare questi personaggi, nomi, cognomi e razze di cani, ma finché non vengono individuati con certezza  non possiamo elevare sanzioni. Non si tratta solo di questioni di estetica o di decoro del paese, il  problema è che  queste deiezioni canine soprattutto nei parchi dove giocano i bambini, possono dare luogo anche ad aspetti di carattere igienico sanitario. Siccome ho gia sperimentato che mettere cartelli di divieto o produrre ordinanze nel caso non serve a nulla, oggi ho chiesto ad Ats Brianza l'anagrafe canina di tutti i 4 zampe pescatesi per porre in atto iniziative a riguardo" annuncia De Capitani.
Cosa farà concretamente? "Dapprima azioni volte alla sensibilizzazione sulla problematica, con una comunicazione a tutti i proprietari chiedendo collaborazione. Ma se neanche questo dovesse servire, in convenzione con un veterinario del territorio si procederà con l'esame del Dna delle deiezioni canine al fine di stilare una mappatura  dei cani i cui proprietari non raccolgono escrementi e incrociare i dati già in nostro possesso con quelli di ATS al fine di trovare e sanzionare i responsabili". La guerra alle cacche si fa dura, insomma. Nel frattempo, avverti il sindaco, "proprio per la violazione anche degli aspetti igienico sanitari, ho chiesto al comandate della Polizia locale Chiara Fontana di applicare nel frangente la sanzione massima prevista e cioè 500 euro". Zozzone avvisato, zozzone mezzo salvato.
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