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Scritto Sabato 30 gennaio 2021 alle 12:23

Olginate, in tanti per l'ultimo saluto a Virgilio Bonacina: ''La Polisportiva per lui era tutto''

Il passaggio del feretro sul sagrato è stato salutato da un lungo applauso, segno di gratitudine nei suoi confronti ma anche di incoraggiamento verso i suoi cari, quasi a far riecheggiare quella "spinta" che lui, tra partite e allenamenti, alle "sue" ragazze non faceva mai mancare.



In tantissimi nella mattinata di oggi, sabato 30 gennaio, si sono riuniti per dare l'ultimo straziante saluto a Virgilio Bonacina, presidente e "tuttofare" della Polisportiva di Olginate scomparso a soli 58 anni a seguito di una malattia. È spettato a don Matteo Gignoli il compito di pronunciare l'omelia in una Chiesa Parrocchiale gremita, dinnanzi a decine di (ex) atleti, giovani pallavoliste e tanti amici, in un ultimo abbraccio corale a un uomo che nella "grande famiglia" della Polisportiva ha sempre messo anima e corpo.


Virgilio Bonacina



"Siamo qui insieme per un ricordo bagnato dalle lacrime, ma con il cuore colmo di riconoscenza per il cammino vissuto con lui" ha esordito don Matteo. "Lo affidiamo al Signore chiedendo che possa stare in pace nella luce di Dio, con la certezza che un giorno ci potremo reincontrare. Allo stesso tempo chiediamo aiuto, perchè Virgilio è andato via veloce, troppo presto: con lui si sarebbe potuto costruire ancora tanto, questo vuoto ci fa male, ma non dobbiamo far prevalere la disperazione. La nostra vita è come un cammino in cui creiamo legami, intessiamo una tela. In questi giorni ho saputo della sua militanza nella Polisportiva, che era diventata tutta la sua vita: l'impegno per il bene degli altri, per un ambiente sano e motivante, era tutto per lui".




"Oggi lo ricordiamo per le sfide raccolte, per la fatica del quotidiano, per i traguardi raggiunti" ha proseguito il sacerdote. "A un certo punto della nostra vita ci è chiesto di rimettere il nostro tempo nelle mani di chi ce l'ha regalato. Virgilio sapeva di non averne più molto a disposizione, ma il fatto di essersi preoccupato fino alla fine che tutto fosse a posto, in famiglia e nella Polisportiva, gli rende merito. La fede ci dice che questo nostro cammino ha un passaggio di luce, verso una nuova comunione con Dio. Per questo invito tutti ad andare a cercare un insegnamento, una parola, un momento condiviso con lui, per conservarlo come un ricordo prezioso. I nostri cari restano vivi dentro di noi, ci parlano, ci rammentano quello che hanno fatto con noi".



"Vale sempre la pena amare, spenderci per i legami con gli altri, come ha fatto Virgilio: ha senso essere umili, sostenerci a vicenda, abbassare le nostre difese e lasciare che gli altri ci consolino nelle difficoltà, essere buoni e miti, perdonare, avere fame di cose giuste e arrabbiarsi se non si riesce a farle" ha concluso il parroco, nel tentativo di lenire il dolore dei suoi cari. "La morte non può prendersi quello che non le appartiene, come il nostro tempo di vita".
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B.P.
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