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Scritto Mercoledì 03 febbraio 2021 alle 18:08

Lecco: sabato 6 allo Stadio l'ultimo saluto al giovane paracadutista Marco Pietro Rossi, tantissimi i ricordi degli amici

"Un saluto che non dovrà essere triste, ma che sicuramente dovrà avere la forza di entrare nel cielo".
Sarà un altro doloroso addio quello per cui sabato 6 febbraio lo Stadio Rigamonti-Ceppi di Lecco aprirà le proprie porte: è lì, infatti, che mamma Paola e papà Tino - insieme ai tantissimi amici e ai semplici conoscenti che negli ultimi giorni si sono stretti a loro in un affettuoso abbraccio - accompagneranno nel suo ultimo viaggio il loro figlio Marco Pietro Rossi, il 34enne originario di Valgreghentino prematuramente scomparso il 30 gennaio scorso a seguito di un incidente verificatosi in fase di atterraggio con il paracadute presso l'aeroporto del Migliaro, a Cremona.


Marco Pietro Rossi

Proprio quella per il volo era la più grande passione del ragazzo, di professione meccanico, che nonostante la giovane età aveva all'attivo migliaia di lanci: tantissime le "imprese" condivise con amici e compagni di avventura, spesso immortalate con foto e video mozzafiato poi pubblicati sulle sue pagine social. Pagine che, negli ultimi giorni, sono state letteralmente inondate di messaggi, ricordi e aneddoti di centinaia di persone, pronte a ricordare l'allegria, l'entusiasmo e la "sana follia" di un giovane strappato alla vita troppo presto, proprio mentre era impegnato a fare ciò che più amava.
"Con te ho condiviso sempre e solo momenti di gioia e non ero preparata per questo dolore. Ora sei finalmente libero di volare nel cielo che così tanto amavi, e di cui hai saputo far innamorare anche tutti noi" le parole di un'amica, alle quali hanno fatto eco - tra le centinaia di post - quelle di un altro paracadutista, che ha descritto Rossi - soprannominato "Pescegatto" - come "un ragazzo dal cuore buono, sincero, matto, burlone, sognatore, professionista, unico...".



A conoscerlo meglio di tutti, però, erano probabilmente i suoi genitori: "Allegria e sorrisi, questo avrebbe voluto per sé Marco, fino alla fine. Una fine che è arrivata improvvisamente, troppo presto e che ha lasciato tutti senza parole" il loro messaggio. "Dopo la vita cosa c’è? Difficili le risposte, infinite le interpretazioni. Forse, il cielo. “Non stiamo per uscire dall’aereo. Stiamo per entrare nel cielo”, come amava ripetere Marco".
L'ultimo saluto al giovane paracadutista sarà tributato, come anticipato, sabato 6 febbraio alle 10.45 presso lo Stadio di Lecco in via Don Giovanni Pozzi 6. Nel frattempo, è stato esteso l'invito - a chi lo desiderasse - a ricordarlo non con fiori, ma con una donazione allo SkyTeam di Cremona, di cui faceva parte, secondo queste indicazioni: IBAN IT25S0538712601000001401397; causale: Marco Rossi - defibrillatore.
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