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Scritto Venerdì 05 febbraio 2021 alle 16:46

Olginate: alterco tra padre e figlio finì con un 'accoltellamento', entrambi condannati

Il tribunale di Lecco
Colpevoli entrambi. Così ha deciso il giudice chiamato a esprimersi su M.C. (classe 1972) e T.T. (classe 1995), padre e figlio, chiamati a rispondere di lesioni personali per una “zuffa” avvenuta il 12 maggio del 2016 ad Olginate, nell’abitazione del genitore. I rapporti tra i due non sarebbero mai stati sereni, tant’è che il 25enne, dopo il brutto episodio al centro della vicenda giudiziaria, ha di recente cambiato il cognome assumendo quello del compagno della madre. La lite avvenuta quel pomeriggio sarebbe scaturita da un motivo futile: un rimprovero mosso dal 49enne nei confronti della propria madre per aver dimenticato fuori dal frigorifero un budino. Sentendo la nonna redarguita, il 25enne sarebbe intervenuto in sua difesa, usando parole ingiuriose nei confronti del padre (“sei un padre fallito”) a seguito delle quali poi sarebbe avvenuto lo scontro fisico, conclusosi con l’intervento dei Carabinieri e del personale sanitario che ha trasportato i due in pronto soccorso. Il diverbio infatti è terminato con alcune ferite alla mano per il ragazzo -a detta sua, provocate dal padre con un coltello da cucina- e diversi traumi, specialmente al collo, per il genitore.
Il Vpo Pietro Bassi nella sua requisitoria ha spiegato di aver cercato, senza risultato, degli elementi che potessero portare a trovare delle scriminanti nei confronti dei due imputati. Ha così chiesto la pena di un anno di reclusione nei confronti del padre e di 8 mesi nei confronti del figlio. Di diverso avviso sono stati i difensori dei due imputati.
L’avvocato Luigi Taruselli, difensore del giovane, dopo aver chiesto l’assoluzione del suo assistito con la formula più ampia per non aver commesso il fatto, ha anche presentato -essendosi costituito parte civile- conclusioni scritte e la richiesta di provvisionale nel chiedere la condanna del genitore. In particolare l'arringa di quest’ultimo si è concentrata sulla testimonianza della nonna, a detta della toga esser stata “ai limiti della reticenza” per essersi schierata in difesa del figlio.
In modo opposto si è espressa invece l’avvocato Elda Leonardi, difensore del genitore, che invece ha insistito sull’attendibilità delle dichiarazioni della madre del suo assistito, essendo l’unica testimone oculare di tutto il diverbio. Il legale ha anche ricordato al giudice l’atteggiamento ostile del giovane nei confronti del papà, portando ad esempio un post su Facebook che il ragazzo aveva postato poche ore prima nel quale evidenziava della mancanza della figura paterna. “Non c’è stato alcun accoltellamento” ha detto l’avvocato Leonardi chiedendo l’assoluzione dell’uomo. “Il mio assistito ha brandito la prima cosa che gli era capitata sotto mano per cercare di calmare la violenza del figlio ma quest’ultimo ha preso il coltello dalla parte della lama e si è ferito da solo”.
Dopo una breve camera di consiglio il giudice Maria Chiara Arrighi ha pronunciato sentenza di condanna nei confronti di entrambi gli imputati: il giovane è stato condannato a 6 mesi, pesa sospesa; il padre è stato condannato a 9 mesi, pena sospesa, e al risarcimento dei danni da quantificare in separata sede civile, con una provvisionale di 300 euro.

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B.F.
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