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Scritto Mercoledì 10 febbraio 2021 alle 13:41

Prestiti per un intervento chirurgico e a imprenditori in crisi con costi del bagno (interessi) per la cucina (capitale) usurai

Le condotte estorsive e usuraie di Cosimo Vallelonga seguivano un copione ben preciso, riscontrabile nella maggioranza dei casi "intercettati" dagli inquirenti e venuti alla luce nel corso delle indagini dell'operazione "Cardine - Metal Money". Un modus operandi (con la vicenda tutta ancora da provare in sede giudiziale) in stile mafioso, finalizzato a terrorizzare la vittima, se necessario non solo a parole, per portarla a saldare in un lasso di tempo brevissimo il suo debito, chiesto per necessità, e lievitato nel giro di poche settimane.
A presentare il "cliente" bisognoso di aiuto a Vallelonga era un intermediario che generalmente si portava con la persona presso il negozio Arredo Mania di La Valletta brianza. Il tasso di interesse applicato era altissimo e chiedeva la restituzione dell'ammontare dei soldi in breve tempo. Per spaventare le sue vittime Vallelonga parlava di intermediari che sarebbero intervenuti per il recupero del credito e che "conoscono solo il linguaggio delle armi gambizzando chi non rispetta gli impegni".
Al momento della dazione non veniva richiesta alcuna garanzia ma pare che il rapporto fosse su base fiduciaria. Un rapporto che va inasprendosi col tempo quando la restituzione dei soldi non avviene e quindi si passa alle minacce fino ad arrivare alla consegna di beni o intestazione di quote per andare alla pari con il debito.
C'era un linguaggio con cui i soggetti si parlavano, per evitare di essere smascherati da eventuali intercettazioni, riferendosi al capitale come alla "cucina" e agli interessi come ai "costi del bagno" mentre con le vittime non avevano mezzi termini.

Paolo Valsecchi all'Arredo Mania con borsello nero in mano contenente presumibilmente dei soldi

 

Paolo Valsecchi era il braccio destro di Vallelonga, gli faceva da autista personale e a lui spettava il recupero crediti con modalità mafiose, che ponevano le vittime in condizione di "assoggettamento e di omertà". In alcuni casi era lo stesso Valsecchi a fare prestiti con tassi di interessi mensili fino al 18%.
Nelle conversazioni Vallelonga appariva pacato e composto ma in alcuni casi, quando soprattutto la vittima insisteva nell'impossibilità a pagare in tempi ristretti, si alterava al punto tale che la persona si metteva a piangere e a supplicare in ginocchio. Il copione era poi il medesimo.
"Vallelonga dopo avere volontariamente terrorizzato l'interlocutore apre uno spiraglio di trattativa finalizzato a ottenere quanto prima una parte della cifra e spiegando la modalità di versamento della somma".
Era definito da Valsecchi un "pipistrello" e, nella una conversazione di una vittima, "un usuraio di merda che non guarda in faccia nessuno".
A rivolgersi a lui era stata una donna la cui figlia malata aveva necessità di una operazione chirurgica e di cure mediche. 22.500 euro i soldi corrisposti da Vallelonga che li chiedeva indietro in due mesi comprensivi degli interessi per un totale di 50mila euro. La donna, in evidente difficoltà, veniva minacciata fin sotto casa e garanzia della restituzione offriva opere d'arte.

Tra le vittime figurava anche un rappresentante legale di una società operante nella compravendita di immobili. Già noto alla giustizia per vari reati quali concussione, usura, estorsione e reati ambientali, si era rivolto a Vallelonga, nel giugno 2018, ricevendo 150mila euro per una operazione che avrebbe dovuto risultare particolarmente lucrativa ma che invece aveva finito per volatilizzarsi con misteriosi investitori cspariti lasciando l'immobiliarista totalmente scoperto.
Il prestito di 150mila euro, recuperato in contanti dentro un borsone a tracolla presso l'Arredomania, che avrebbe dovuto essere restituito nel giro di pochi giorni, era lievitato di 61mila euro di cui 1000 da destinare a Valsecchi.

 

In una delle conversazioni intercettate presso l'ufficio di Vallelonga, Valsecchi parlava di avere "preso di striscio" una persona, facendo evidente riferimento a un colpo di arma da fuoco e in un secondo episodio di una persona raggiunta da un colpo di pistola ad un dito del piede alla presenza di un testimone che si sarebbe spaventato al punto da vuotare il sacco con Valsecchi sulla situazione del debitore in questione. A sparare una pistola cal. 6.35 Browning.
I metodi intimidatori di Valsecchi erano espliciti, riferendosi a un'altra vittima, un imprenditore agricolo, aveva detto "io lo faccio fuori...mi spiace, o io o lui, uno dei due va steso...va lungo...vado giù col trapano e lo fulmino lì, non me ne frega un cazzo neanche se prendo trent'anni io lo lascio per terra veramente morto".

522 pagine di ordinanza da cui emerge un quadro drammatico con vittime taglieggiate, sottoposte a violenze e pressioni di diversa natura e assoggettate alle minacce di persone senza scrupoli pronte a tutto per il denaro e i loro affari.

S.V.
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