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Scritto Mercoledì 10 febbraio 2021 alle 15:14

Dalla sparatoria del 2014 ad Annone l'avvio dell'attività di Marchio e poi di Vallelonga in un sistema di traffico illecito di rifiuti ferrosi

Già condannato per associazione per delinquere di stampo mafioso nell'operazione "Fiori della Notte di San Vito" degli anni Novanta, quindi nuovamente arrestato nel luglio 2010 nell'ambito dell'inchiesta "Crimine-Infinito", Cosimo Vallelonga, calabrese 72enne con residenza a La Valletta Brianza, è ritenuto nell'indagine ''Cardine-Metal Money'' al vertice delle attività imprenditoriali nel settore del commercio illecito di rifiuti. Sarebbe stato lui, secondo le risultanze investigative sin qui emerse, a gestire il controllo di svariate società intestate fittiziamente ad altri soggetti.
Ma il suo nome, così come quello degli altri diciassette indagati dell'operazione scattata nella mattinata di martedì, non è il solo ad emergere dalle pagine degli atti della lunga e meticolosa inchiesta coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Milano.
A spuntare ripetutamente, c'è infatti quello di un pregiudicato lecchese con casa a Bosisio Parini: Oscar Sozzi.
Non indagato in questa vicenda, il 47enne risulta già noto alle cronache per precedenti vicende che hanno coinvolto società a lui riconducibili: in particolare Sara srl e Oggionese Metalli srl, tutte operanti nel settore dei metalli e dei rifiuti ferrosi.

Alcune immagini scattate a seguito della sparatoria avvenuta nel gennaio 2014 ad Annone

Secondo le risultanze investigative il sistema di traffico illecito di rifiuti sgominato dall'ultima indagine della DDA di Milano sarebbe in qualche modo collegato a precedenti vicende che hanno coinvolto tanto Sozzi quanto Vincenzo Marchio (lui sì indagato) ed i rapporti professionali fra loro instaurati nel periodo compreso tra il 2014 e il 2016, sfociati successivamente nell'arrivo di Cosimo Vallelonga.
A dare impulso, probabilmente in maniera del tutto involontaria, al subentro in affari del 72enne calabrese (già amministratore unico e poi liquidatore del "Centro Risparmio Mobili Pisano Srl" di Cremella e di consigliere - fino al 2003 - della "Blue Ribbon Srl", con attività a Sirtori) vi sarebbe un inquietante episodio di cronaca risalente al 15 gennaio 2014, quando all'interno dell'azienda di autodemolizione Sara srl di Annone Brianza (di cui legale rappresentante era Mario Polito), l'algerino Kamel Louhabi, commerciante di auto residente nel comasco, era stato dapprima percosso e poi ferito con due colpi d'arma da fuoco che lo avevano attinto alla gamba destra e al fianco sinistro. Alla base del grave fatto di sangue di cui si era macchiato proprio Polito con il fratello Bruno (arrestati subito dopo), problematiche connesse alla compravendita di un'auto.
Da questa vicenda dal forte eco mediatico per la gravità dei fatti avvenuti, era nata la collaborazione fra Sozzi e Vincenzo Marchio che insieme al fratello si era offerto di dare una mano all'artigiano bosisiese chiedendogli di essere assunto presso la società in cambio di ''protezione''. La loro presenza all'interno dell'impresa avrebbe evitato per il futuro, altri episodi analoghi a quelli avvenuti ad Annone con protagonisti i Polito.
Detto...fatto. A qualche mese di distanza dalla sparatoria, la Sara srl aveva registrato l'assunzione dei due oltre che di altri soggetti, mentre poco dopo veniva costituita la Oggionese Metalli srl, con un libanese classe 1987 legale rappresentante ma Vincenzo Marchio divenuto di fatto l'unico e reale amministratore di fatto che gestiva la società con modalità analoghe a quelle della Sara srl: ovvero acquistando in nero rame e prodotti ferrosi per poi venderli - con la copertura di false fatturazioni - alle imprese utilizzatrici finali.

Il nome di Vallelonga spunta nel maggio 2015 quando viene costituita la AM Metalli srl, primo atto della collaborazione con Vincenzo Marchio mentre, dopo l'arresto di Sozzi, nell'ottobre dello stesso anno nasce anche la ML Metalli srl. A queste società si aggiungono anche Copper Point e All Metal tutte facenti parte - secondo le risultanze investigative - degli interessi dell'associazione a delinquere facente capo ai due. Intestate a prestanomi sarebbero state costituite al solo ed esclusivo scopo di promuovere, coordinare e realizzare un vasto traffico illecito di materiali ferrosi.
Ed è proprio nell'ambito della gestione finanziaria delle società facenti riferimento alla medesima ''associazione'' che negli atti dell'indagine si insinua il nome del fiscalista Germano Perego, originario di Sirtori e già noto alle cronache a causa di precedenti condanne giudiziarie per vicende estranee a quella che stiamo raccontando.
Una figura - che precisiamo, risulta essere estranea all'indagine - che svolge unicamente il ruolo di consulente di Vallelonga e che viene ripetutamente coinvolta per le sue competenze professionali.
In un incontro svoltosi presso la sede di Arredomania a La Valletta Brianza, gli vengono chiesti consigli rispetto alle conseguenze di un'eventuale messa in liquidazione o (nel caso peggiore) fallimento della società Cooper Point, amministrata da Vincenzo Pace e con quartier generale in Via Misericordia a Casatenovo, nello stesso capannone resosi scenario di una minaccia a mano armata con protagonista ancora una volta Cosimo Vallelonga.
G.C.
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