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Scritto Lunedì 15 febbraio 2021 alle 17:54

Abbadia: pedone investito nel 2019, un giovane va a giudizio

Il Tribunale di Lecco
Parcheggia veloce di fronte a casa, accostando l'auto con le quattro frecce nello stallo per carico/scarico dall’altra parte della strada, prima di scendere per recuperare una cosa al volo. Per attraversare guarda dal suo lato sinistro se sopraggiungono automobili: la prima è distante 20 metri. Inizia a impegnare la carreggiata e poi si volta verso destra per vedere se il passaggio è sgombro. L’impatto ed il vuoto. Sono le parole di A.L., uomo residente in via Nazionale ad Abbadia Lariana chiamato quest'oggi in Tribunale a raccontare i fatti avvenuti nel pomeriggio del 29 maggio del 2019. “Mi sono svegliato a terra e vicino a me ho visto una ruota di una moto. Ho capito di essere stato investito e che coinvolto c’era anche un mezzo a due ruote”. Il motociclo è condotto da F.C., anch’egli di Abbadia, classe 1998, ora chiamato a rispondere di lesioni stradali gravi nel procedimento che si è aperto al cospetto del giudice monocratico Giulia Barazzetta, entrato questa mattina nel “vivo” con la fase istruttoria. “Ricordo che non ero propriamente sulle strisce pedonali” ha detto la persona offesa rispondendo alle domande del Vpo Mattia Mascaro, “ma ero nei pressi, non pensavo di essere tanto distante. Una volta tornato a casa dopo 6 giorni di ricovero in ospedale però ho visto per terra la mia sagoma, ancora presente per i rilievi svolti dalle autorità. Era tanto distante dalle strisce, più di quel che credevo”. Una distanza di ben 11 metri dalle strisce pedonali, come confermato dalla vigilessa in forze alla Polizia Locale di Abbadia, chiamata questa mattina a deporre come testimone per aver svolto i rilievi quel giorno. La vittima dell’incidente oltre ai 6 giorni di ricovero al Manzoni di Lecco, ha dovuto tenere un bustino per un mese per via delle numerose fratture alle costole e poi effettuare tutta la fisioterapia del caso. Intervenuto nel frattempo il risarcimento da parte dell’assicurazione, non si è costituito parte civile nel processo.
Ha visto tutta la scena invece un altro uomo residente ad Abbadia, che stava rientrando in casa: “ho visto proprio l’impatto perchè provenivo dal senso opposto rispetto al motorino. Ho visto questo signore che stava attraversando la strada con un passo veloce e poi che veniva preso in pieno dalla moto, che però non procedeva ad una velocità sostenuta. Una scena che mi è rimasta impressa e che tutt’oggi ricordo perfettamente”.
Prima di disporre un rinvio per la discussione al prossimo 14 giugno, il giudice Barazzetta ha chiamato l’imputato -oggi presente e assistito dall’avvocato Silvia Ferlin del foro di Lecco- a rendere l’esame. Il giovane, rispondendo alle domande del suo difensore, ha ripercorso quei momenti ed ha affermato che il pedone “è spuntato dal nulla” e che non ha potuto fare nulla per evitarlo, nonostante avesse provato a sterzare e a frenare. “Non c’erano veicoli davanti a me e non stavo effettuando un sorpasso, mi trovavo sul lato destro della carreggiata” ha continuato il ragazzo, affermando poi che nonostante l’impatto e il rimbalzo subito in avanti si era ritrovato a molti metri di distanza dalle strisce pedonali.
Si torna in aula a giugno, per la discussione finale e la sentenza.
B.F.
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