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Scritto Giovedì 18 febbraio 2021 alle 08:52

Lecco: Elena Lo Muzio firma il suo primo romanzo, è 'Ex-perience' ispirato da Marina Abramović

Elena Lo Muzio
Cresciuta nell’era dei blog, autrice di diverse piéces teatrali e attrice lei stessa negli anni d’oro della Compagnia del Cenacolo Francescano, Elena Lo Muzio – volto noto nel panorama culturale lecchese – firma il suo primo lavoro importante, varcando i confini cittadini per lanciarsi nel panorama letterario nazionale. «Ex-perience» edito da Bookabook è il suo primo romanzo - non ancora dato alle stampe ma già prenotabile presso la casa editrice - e ha una protagonista d’eccezione, un’anima del racconto che fa appena capolino tra le righe e nella fantasia del personaggio principale conducendo la scena da dietro le quinte. È Marina Abramović, artista eclettica e guru della «performance art» fin dagli anni ’60, venerata e invocata come musa ispiratrice da Monia Ring, anni 36, performer lei stessa e vincitrice del prestigioso premio «PUFFA» (Perform Unic Faboulous Free Artist) ricevuto durante una cerimonia a Helsinki, evento a partire dal quale il romanzo prende il via. 
«Io – dice di sé la protagonista - quella grassoccia del primo banco, mite e riccia come una pecorella, bianca e rossa come Heidi. Badass girl. Vincitrice del premio PUFFA 2018».
Ma quanto di Monia c’è in Elena? Niente. Il romanzo nasce in toto (o quasi) dalla fantasia dell’autrice, che ha intenzionalmente scelto di scrivere una vita che fosse altro dalla sua e da quella delle persone conosciute. «Ho mutuato solo i nomi – racconta Elena – prendendo in prestito quelli di alcuni amici a cui sono legata, sia per quanto riguarda la protagonista che gli uomini e le donne che le girano intorno, quasi come in un circo. Lei ha poche cose di me: è una donna che comincia a fare i conti con il tempo che passa, non è una di quelle che tutti si girano a guardare ma è “tosta” e piace alla gente per questo. È un po’ egoriferita come me (anche se lei ne ha più motivo essendo un’artista di fama internazionale) e approccia la vita con ironia, come tento di fare anche io. Per il resto, grazie a Dio non mi somiglia».
La prima idea del romanzo risale al 2018 e raccontava una storia un po’ diversa. In quel periodo Elena guarda e riguarda le performance della Abramović, una in particolare messa in scena al MoMA nel 2010: l’artista seduta a un tavolo, immobile, mentre dall’altro lato si susseguono gli spettatori che si siedono e la guardano, quasi un quadro vivo. Il momento clou della rappresentazione è l’incontro al tavolo con Ulay, il fotografo tedesco con il quale l’artista serba ebbe una lunga e tormentata storia d’amore (e mancato all’inizio del 2020): «Lei si commuove, cambia espressione – racconta Elena – e lui scuote la testa. Si parlano senza parlare, in quel momento sono due vite che si incontrano in una, nello stesso istante, nello stesso momento. Al di là del fatto che due persone possano aver avuto un rapporto affettivo anche intenso e averlo poi concluso, questa “cosa” non c’è in tutte le relazioni. È un momento che non ha nome, e che può diventare arte».
Elena con Moira Orfei
Anche Elena ha una «musa» ispiratrice, che è Moira Orfei: «Sono due artiste che io amo molto – spiega - Sulla Orfei ci ho fatto anche la tesi di Laurea in Scienze dello Spettacolo, nel 2009. Nel 2011 avevo scritto un altro romanzo, “Non chiudo mai la porta a chiave” che però aveva avuto una distribuzione diversa. Ho poi avuto piccole collaborazioni con riviste letterarie, scritto monologhi per l’attrice lecchese Ancilla Oggioni e fatto diverse cose a livello locale». Tra i testi teatrali «Decimo di 10», scritto a quattro mani con Gigi Maniglia e andato in scena in Svizzera nei laboratori di Maurizio Rocca del Crams, unico operatore in Italia ad usare il «SoundBeam», per la riabilitazione di persone con ridotte capacità motorie e cognitive attraverso la musica. Sempre per il Crams, Elena ha scritto due anni fa «Don’t worry, be happy». E adesso è la volta di «Ex-perience» dove “ex” è esattamente quello che sembra, cioè l’indice di una relazione finita: «Monia, che ha un rapporto maturo e profondo con Libero – svela l’autrice – a seguito della vincita del premio sceglie di mettere in scena una performance chiedendo la collaborazione di qualche ex fidanzato, ciascuno caratterizzato da tratti caratteriali e di personalità diversi: diciamo che ho cercato di tenere qualche punto fermo “classico”. C’è il cattivo, c’è il seduttore, c’è l’uomo in carriera. C’è anche Sara, la sua migliore amica, che le fa da contraltare femminile».
Riusciranno i nostri eroi a mettere in scena la «magia» di Marina e Ulay? Se siete curiosi, probabilmente avete ragione: nei primi tre giorni di prevendita il libro ha superato le cento copie. «La casa editrice riceve centinaia di libri di ogni genere, e ne seleziona per la pubblicazione circa il 10%: prima di inviarlo avevo chiesto la consulenza di un’agenzia letteraria per la valutazione, ricevendone un giudizio di tutto rispetto. E così, ho fatto il grande salto: sta andando molto bene, sono soddisfatta».
Per chi lo desidera, il volume è preordinabile a questo link: https://bookabook.it/libri/ex-perience-fatti-della-stessa-sostanza-dei-nostri-ex/ (15 euro cartaceo, 6,99 e-book).                       
Annalisa Infante
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