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Scritto Venerdì 19 febbraio 2021 alle 16:03

Lecco: si torna al lavoro sul PAESC a partire dai cittadini

A poco più di due anni anni dalla sua approvazione dal consiglio comunale si torna a parlare di Paesc - il Piano d'azione per l'energia sostenibile e il clima - una proposta lanciata dalla Commissione europea e che nel tempo ha coinvolto oltre 10mila comuni europei e 300mila cittadini, con l’obiettivo di ridurre del 40 per cento entro il 2030 le proprie  emissioni climalteranti. Per illustrare ai consiglieri comunali il percorso svolto fino a questo momento è intervenuto durante i lavori della commissione V di giovedì sera Giovanni Ferrari, consulente incaricato dalla precedente amministrazione di seguire il progetto: “Il primo degli obiettivi che ci pone il Paesc è quello di ridurre del 40 per cento le emissioni di CO2 e quindi per prima cosa abbiamo dovuto quantificare le emissioni al cosiddetto anno zero, per Lecco il 2007, scoprendo che, come per tantissime altre città, solo l’un per cento delle emissioni del territorio è riconducibile ad attività dell’amministrazione comunale, il resto dipende dai privati e per questo già nei primi anni abbiamo portato avanti un gran lavoro di rete con i diversi stakeholder. Rispetto al primo obiettivo della mitigazione siamo già a buon punto, perché il 40 per cento delle emissioni è stato ridotto, anche inconsapevolmente, nel primo decennio del periodo preso in considerazione”. Per raggiungere però il risultato fissato secondo i parametri europei è necessario che il Comune metta in campo una serie di “azioni quantificabili” ossia che abbiano un impatto misurabile sulla produzione di CO2, come ad esempio: l’installazione di impianti fotovoltaici (nel settore pubblico e privato), la riqualificazione energetica dell’involucro edilizio, la sostituzione di autobus, la realizzazione di piste ciclabili, la fornitura di energia elettrica da fonti rinnovabili, la presenza di alberi, l’uso di carta riciclata, aumento della raccolta differenziata, la sostituzione delle caldaie a metano con caldaie a condensazione, i semafori intelligenti, le cassette dell’acqua.



Alcuni partecipanti alla commissione. Nel riquadro verde il consulente Giovanni Ferrari

Accanto a queste iniziative nel piano sono contemplate anche “azioni qualitative” che non hanno effetti quantificabili ma che possono avere un impatto positivo, come ad esempio le campagne informative. Le azioni inserite nel Paesc vengono poi monitorate ogni due anni dal punto di vista qualitativo, ovvero sullo stato di attuazione dell’azione, e ogni quattro anni da un punto di vista quantitativo. Il secondo obiettivo del Paesc è quello del cosiddetto “adattamento” ovvero la prevenzione dei rischi dei cambiamenti climatici. Su questo aspetto finora sono stati inseriti nel piano le seguenti azioni: la gestione dell’emergenza dettata da elevate temperature (in collaborazione con la Direzione generale Welfare di Regione Lombardia), la campagna “emergenza caldo” con Ats Brianza, la gestione dei ricoveri e degli accessi al Pronto soccorso in collaborazione con Asst di Lecco, la gestione della distribuzione dell’acqua potabile in caso di siccità con Lario Reti Holding, la manutenzione delle vasche di accumulo nei corsi d’acqua, la gestione delle emergenze in agricoltura con Coldiretti, la gestione delle fioriture delle alghe nei laghi con Ats Brianza e il ruolo del verde urbano.
“Il Paesc ci obbliga a pensare a lungo termine - ha detto in conclusione Ferrari - ed è un bene perché ci sono cospicui finanziamenti a livello regionale, nazionale ed europeo che finanziano le azioni inserite nel Paesc e ci sono altre iniziative che possiamo intraprendere come la Valutazione della sostenibilità ambientale degli atti amministrativi e il Bilancio ambientale”.
Molto soddisfatta l’assessore all’Ambiente Renata Zuffi, che ha proposto ai colleghi di iniziare subito a lavorare per immaginare le prossime azioni da inserire nel Paesc, coinvolgendo però anche i cittadini: “Il Paesc ci da la possibilità di cambiare le nostre pratiche di vita e sarebbe bello interpellare i cittadini anche nella fase decisione e non solo a cose fatte, chiedendo loro di adattarsi”.
Il collega di Ambientalmente Alessio Dossi ha definito questo un “approccio serio al tema della sostenibilità, che mira ad integrare il tema dell’ambiente con tutti gli altri”. Corrado Valsecchi, immancabile, ha sottolineato il ruolo della precedente amministrazione in questo progetto: “Il Paesc lo abbiamo seguito in questi anni con grande attenzione. Nulla avviene per caso ma per le scelte politiche e il 50 per cento delle riduzioni registrato nei primi dieci anni dipende proprio da esse. I risultati ci sono quando si lavora e bisogna guardare ad un modello glocale su questi temi”.
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