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Scritto Lunedì 22 febbraio 2021 alle 09:01

Lecco perduta/258: Giuseppe Fustinoni, quando il ciclismo tornava a primavera

L’ultima domenica di febbraio suggerisce un “tuffo” nei trascorsi ciclistici di anni ormai lontani, quelli del dopoguerra 1950, quando si toglieva la bicicletta dal “letargo” invernale, avviato nei primi giorni di novembre, dopo la disputa sulle strade lecchesi del campionato sociale. Era una gara organizzata dal Moto Velo Club Lecco, con la regia di Giovanni Carissimi, che si concludeva sul rettilineo di corso Martiri, tra caserma dei Carabinieri e commissariato di P.S. Era una prova riservata a corridori lecchesi e del territorio vicino, su un tracciato ridotto che si aggirava sugli 80 chilometri.


Cronoscalata Ghisallo 1953

Le memorie delle due ruote a pedale di quel periodo di oltre metà Novecento sono ben presenti in Giuseppe Fustinoni, già ciclista dilettante del Gruppo Sportivo Gattinoni di Lecco Maggianico, classe 1933; s’appresta a festeggiare 88 anni (è nato il 24 febbraio) che accompagna con un revival nei trascorsi in bicicletta.
    Fustinoni rispecchia il ciclismo “puro” degli appassionati, con le prime pedalate nelle file del GSG Lecco, il Gruppo Sportivo Giovanile dell’oratorio San Luigi, presso la basilica di San Nicolò. C’era la classica di primavera, la famosa Lecco-Bellagio, avviata nel 1951, proprio il giorno della internazionale Milano-Sanremo. Sono state dieci o poco più le edizioni della Bellagio, che si disputava sulla strada costiera lariana, con arrivo al termine del duro strappo di Visgnola, la punta panoramica sulla “perla del Lario”. Vi è stata anche un’edizione a cronometro, nel 1955, vinta da Giambattista Rota, coetaneo di Fustinoni, con il quale ha indossato la maglia bianco-celeste (i colori della Bianchi del campionissimo Fausto Coppi), della Gattinoni di Maggianico.



1^ Lecco-Bellagio 1951: sono riconoscibili da sinistra Gustavo Gnecchi, Pietro Colombo, Vittorio Buizza,
Giuseppe Vassena, Giuseppe Fustinoni, Carlo Fusi, Andrea Sarandrea, Carlo Brambilla, Giovanni Castelli

    Il ciclismo dei “puri”, nei ricordi di Giuseppe Fustinoni, porta al “Piccolo Giro del lago di Como”, organizzato dalla Gattinoni, alla Lecco-Campodolcino-Madesimo, e poi alla Lecco-Lovere-Clusone-Presolana, ed anche alla cronoscalata del mitico Ghisallo, con la Madonnina dei ciclisti. Fustinoni ricorda come memorabile un allenamento sulle strade lariane, quando si trovò a pedalare con il grande Fiorenzo Magni, che in quel periodo vestiva la maglia della Villier Triestina: si stava allenando per il campionato mondiale su strada 1953, a Lugano, che avrebbe visto un’indimenticabile vittoria di Fausto Coppi.



Fustinoni sulla salita del Passo Spluga



La partenza di gara ciclistica della Gattinoni di Maggianico-Lecco

Il periodo agonistico con la Gattinoni ebbe un’interruzione tra il novembre 1955 ed il maggio 1957, quando Fustinoni fu chiamato al servizio militare di leva, effettuato a Roma, nel Corpo degli Autieri, graduato al Centro Specializzato Motorizzazione, presso la cittadella militare della Cecchignola. Rientrato a Lecco riprese l’attività ciclistica sino al 1960, in tempo giusto per partecipare all’edizione del decennale della Lecco-Bellagio ed alle ultime pedalate in prove verso Foppolo ed il passo dello Spluga. Giuseppe Fustinoni si è poi dedicato alla sua impresa artigiana, l’officina meccanica di precisione che porta il suo nome e che lo ha visto alla ribalta nelle vicende dell’Unione Artigiani di Lecco (oggi UPAL) a cui tuttora è iscritto.
"Che sogno coltiva alla vigilia del compleanno?”. “Vorrei tornare a riprendere in magazzino la mia bicicletta, in ottimo stato e regolarmente funzionante, con telaio Lario misura 54, assemblato Galmozzi, tubi Columbus, guarnitura e cambio Campagnolo, freni Universal, ed altri dati ancora come moltiplica e pignoni, cerchi e sella”. I sogni, non sempre muoiono all’alba...
A.B.
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