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Scritto Martedì 23 febbraio 2021 alle 16:26

Mandello: si difende da un cane, finisce a processo per minacce

Spaventato dall’aggressività del cane della nipote, ha tentato di difendersi dall’attacco del quadrupede con un bastone ma…è finito a giudizio. Al centro della vicenda che ha trascinato al banco degli imputati un mandellese, classe 1961, accusato di minacce aggravate, c’è proprio un “Fido” troppo irruento, che negli anni ha affondato i denti su ben 10 persone diverse, tanto da finire in rieducazione da un addestratore cinofilo e da trascinare l’intera famiglia in mediazione per stabilire delle regole di convivenza comuni per il bene di tutti. Il 2 luglio del 2018 la nipote stava giocando con i suoi due bulldog francesi in giardino, nella villetta famigliare in cui abitano anche gli zii, quando, il cane maschio avrebbe iniziato a correre verso la donna abbaiando in modo minaccioso. “Sono corsa subito da loro per cercare di legare al guinzaglio il cane - ha detto la ragazza stamane al cospetto del giudice Giulia Barazzetta, rispondendo alle domande del Vpo Mattia Mascaro - quando ho visto che mio zio ha brandito prima un frustino e poi un bastone più grande, iniziando a minacciare me e il mio cane”.
Nella querela sporta nei giorni successivi all’episodio, la ragazza aveva riferito che lo zio le avrebbe detto che avrebbe preso a bastonate il cane e a calci nel sedere lei; la querela, tuttavia, è stata ritirata, essendo i rapporti comunque pacifici tra i due. Secondo la tesi della querelante, l'animale avrebbe avuto questi comportamenti perchè era un cucciolo e aveva l’abitudine di rincorrere le persone, anche se in quell’occasione aveva iniziato anche ad abbaiare. Tuttavia i toni si sarebbero accesi nel tentativo di lei di acciuffare il cagnolino e nel tentativo dell’imputato di allontanarlo dalla moglie; secondo quanto riferito dalla sorella della denunciante, accorsa sul posto dopo aver visto la scena, lo zio avrebbe spinto le sue due nipotine, che sarebbero finite a terra prima di rientrare in casa.
Anche l’imputato -difeso dall’avvocato Tiziana Bettega del foro di Lecco- è stato chiamato a rendere esame ed ha ammesso di aver brandito i due oggetti nel tentativo di allontanare il cane, partendo “prevenuto” nei confronti dell’amico a quattro zampe della nipote perchè si era già dimostrato aggressivo con le persone.
Prima di terminare la fase istruttoria con le richieste delle parti, è intervenuta come testimone anche la moglie dell’imputato che si è detta dispiaciuta di essere finita in tribunale per questa vicenda: “è una situazione irreale”  ha detto la donna. “Noi non abbiamo figli, vogliamo bene alle nostre nipoti e agli animali, abbiamo 9 gatti e un cane in casa, tutti recuperati da situazioni di disagio e collaboriamo con le associazioni che li portano qui dal sud”.
La sentenza arriverà il prossimo 8 marzo, avendo il giudice Barazzetta rinviato per eventuali repliche delle parti. Nel frattempo il Vpo Mattia Mascaro ha chiesto il non doversi procedere per intervenuta remissione di querela, avendo riqualificato il fatto come minaccia semplice. Anche il difensore dell’imputato si è allineata alla richiesta del rappresentante della pubblica accusa.
B.F.
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