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Scritto Martedì 23 febbraio 2021 alle 17:08

L'ex motociclista Fausto Gresini nelle parole del mandellese Ezio Gianola: 'È assurdo che sia finita così, era simbolo di lealtà e rispetto'

"Difficile accettare che se ne sia andato così, dopo tutti i rischi che abbiamo corso in pista. La vita è strana, ma probabilmente ci sono battaglie che non possono essere vinte, nemmeno se si lotta con tutte le proprie forze". A parlare è il mandellese Ezio Gianola, classe 1960, con un passato da pilota nella classe 125: al telefono non ha esitato nel dirsi "disorientato" perchè, per quanto attesa, la notizia della scomparsa a soli 60 anni dell'ex motociclista Fausto Gresini, colpito dal Covid, non ha potuto che coglierlo di sorpresa, come una botta violenta e improvvisa sulla linea del traguardo.


Ezio Gianola e Fausto Gresini dopo una vittoria in pista

"Quando corri in moto fai di tutto per evitare di cadere, di ferirti: questa volta non ce l'ha fatta, ma il suo spirito da combattente non è mai venuto meno" ha commentato con voce commossa Ezio Gianola, ripercorrendo in pochi minuti "tredici anni di battaglie vissute insieme, da amici e rivali". "Le nostre carriere sono state molto simili, direi quasi gemelle" ci ha raccontato il mandellese, che nel suo palmares può vantare anche un "argento" e un "bronzo" mondiali con la Honda, tra il 1988 e il 1989. "Ce le siamo date tante volte, ma sempre con grande rispetto reciproco, senza veri screzi. Fausto è sempre stato un avversario onesto, con me e con tutti gli altri piloti: conosceva i miei valori e io conoscevo i suoi, siamo stati entrambi forti ma la concorrenza non ci ha mai diviso. Di lui mi resterà proprio questo, il ricordo di una bella persona, rispettosa e leale anche in uno sport individualista come il nostro, simbolo di una generazione che forse non c'è più".
Tanti gli aneddoti che legano Ezio Gianola a Fausto Gresini, con i due rimasti in contatto anche al termine delle rispettive carriere agonistiche, finite intorno alla metà degli anni '90. "Io ho iniziato a seguire alcuni piloti, lui aveva il suo team (il Gresini Racing, ndr.), e spesso capitava di incontrarci e scambiarci opinioni nei box" ha proseguito il mandellese. "Ci siamo visti anche pochi mesi fa a Jerez, sempre da avversari: abbiamo chiacchierato un po' in aeroporto, poi ci siamo salutati. Sono rimasto davvero spiazzato quando ho saputo che era rimasto contagiato dal Covid: nel nostro campo siamo sempre controllati, non so come possa essere successo e soprattutto come sia potuta finire così".


Gresini e Gianola, primo e terzo da sinistra, durante un evento a Monticello nel 2014

Impossibile, per Gianola, dimenticare il GP di Francia 1985, che lo vide protagonista sul circuito di Le Mans proprio insieme a Gresini, allora con lui in Garelli, per un episodio rimasto negli annali dello sport. "Quella gara avrebbe dovuto vincerla lui, gli avevo promesso che lo avrei aiutato a farlo perchè era più forte" ha ricordato ancora l'ex pilota. "Io però non avevo mai corso lì, non conoscevo quella pista, e quando mi sono accorto di essere a un passo dalla linea del traguardo era troppo tardi, Fausto era dietro di me: l'ho battuto per 28 centesimi di secondo, ma non l'ho fatto apposta, ci sono diverse immagini che testimoniano come più volte mi fossi girato per controllare che fosse in scia, pronto allo sprint finale. In molti, da quel momento, hanno insistito sul dualismo Gianola-Gresini, ma in realtà noi ci abbiamo sempre scherzato su, lui non se l'è mai presa". "Fausto ha vinto due Mondiali, è nella storia del motociclismo e dello sport" ha concluso il mandellese. "È quasi paradossale pensare che non sia riuscito a vincere questa battaglia. Per chi resta la sua scomparsa è difficile da mandare giù: mancherà moltissimo a tutti".
Fausto Gresini ha lasciato la moglie Nadia e i quattro figli Lorenzo, Luca, Alice e Agnese.
B.P.
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