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Scritto Martedì 23 febbraio 2021 alle 18:14

Donna malmenata tra Pescate e Olginate: 55enne a giudizio

Furto, lesioni personali aggravate e atti persecutori. Sono questi i reati ascritti a un 55enne di Galbiate, resosi protagonista - stando all'impianto accusatorio - di una serie di eventi avvenuti il 7 luglio del 2018 contro la ex convivente. Secondo la ricostruzione (al momento “parziale”, vista la notevole lista dei testimoni portata dalle parti, tale da portare il giudice Barazzetta a stendere un vero e proprio calendario di udienze) tracciata quest'oggi in aula, i fatti che hanno trascinato a giudizio l’uomo -difeso dall’avvocato Simona Crippa- sarebbero avvenuti in tre luoghi diversi: pare che il presunto aggressore e la vittima si siano dati appuntamento prima al Bione, poi si sarebbero spostati in un parcheggio a Pescate. Qui, stando ai racconti dell’operante dei Carabinieri che ha svolto le indagini, la donna -costituitasi parte civile nel processo e rappresentata dall’avvocato Andrea Artusi- sarebbe stata privata del suo telefono cellulare da parte dell’imputato e a quel punto lei avrebbe preso il computer di lui, gettandolo a terra. Per questo gesto lui l’avrebbe scaraventata a terra e avrebbe iniziato a colpirla al volto. Riuscita a mettersi in fuga sulla sua autovettura, la donna è poi finita intorno alle 15 davanti ad un bar in centro ad Olginate, dove è stata soccorsa dal proprietario e da un dipendente. “C’era questa signora con il volto insanguinato che chiedeva aiuto perchè era stata picchiata” ha detto il proprietario dell'esercizio commerciale, chiamato dal Vpo Mattia Mascaro a testimoniare. “Stava quasi svenendo, l’abbiamo tirata fuori dalla macchina e abbiamo chiamato l’ambulanza. Ricordo che mentre la stavamo soccorrendo è passato un camper con a bordo un uomo pelato che faceva dei gesti alla donna e non capivo perchè, dato che si trovava in difficoltà ed era ferita”.
Secondo quanto riferito dal Carabiniere che ha effettuato le indagini, poche ore dopo l’aggressione una cugina della parte offesa avrebbe ricevuto una chiamata al telefono da parte dell’imputato durante la quale le avrebbe riferito, parlando appunto della donna, che “l’avrebbe ammazzata”.
Il processo proseguirà il prossimo 13 luglio per sentire i testimoni della parte civile. L’avvocato Artusi si è riservato di produrre parte delle dichiarazioni che la sua assistita avrebbe riferito nel corso di un altro procedimento incardinatosi a Monza nei confronti dello stesso imputato per fatti analoghi ma a danno di un’altra persona. Poi sarà il turno dell’imputato il 20 settembre e infine il 28 dello stesso mese per i testi residui della difesa.
B.F.
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