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Scritto Martedì 23 febbraio 2021 alle 21:46

L'ambasciatore assassinato nello stesso Parco dove furono ammazzati i volontari dell'associazione lecchese 'Mondo Giusto'

Il ricordo dell'estate 1995 dell'ing. Filippo Panzeri
Ieri sera, in apertura, il Consiglio Provinciale ha osservato un minuto di silenzio. Quest'oggi Villa Locatelli, come il Comune di Lecco, quello di Valmadrera e decine di altri municipi del territorio, ha esposto le bandiere a mezz'asta, condividendo il lutto di tutto il Paese per la tragica uccisione in Congo dell’Ambasciatore italiano Luca Attanasio, del Carabiniere Vittorio Iacovacci e dell’autista Mustapha Milambo, assassinati in un attacco a un convoglio delle Nazioni Unite nel parco dei Virunga, nella parte est del Paese.

Un agghiacciante fatto di sangue che ha riaperto una ferita, mai completamente rimarginata, nella memoria della nostra città. In quello stesso parco dei Virunga, 25 anni e mezzo fa, hanno trovato la morte, in maniera altrettanto barbara, sei volontari dell'associazione lecchese "Mondo Giusto", guidata da Domenico Colombo, che si trovavano sul posto, in Congo, per costruire un serbatoio dell'acqua per le migliaia di profughi ruandesi scappati dalla guerra civile. Sei "martiri" come nell'agosto scorso, in occasione del triste anniversario, li ha definiti il prevosto monsignor Davide Milani: il lecchese Michelangiolo Lamberti e il calolziese Tarcisio Cattaneo, con Luigi Cazzaniga di Sovico e Adelio Castiglioni di Locate Varesino. E ancora, furono uccisi senza pietà, sotto una sventagliata di proiettili esplosi all'indirizzo della jeep su cui viaggiavano, anche i due bambini di quest'ultimo, Samuele e Roberta, di appena 5 e 11 anni; gli unici superstiti furono la loro mamma, la zairese Noella Bagorha - rimasta paraplegica dopo le gravi ferite riportate - e il valmadrerese Flavio Riva, tecnico dell'impresa Carsana come Lamberti e Cattaneo, rimasto a lungo provato dall'accaduto. Scampò miracolosamente alla carneficina, invece, Mario Panzeri: quella domenica, non si era mosso dal villaggio per fare una escursione ma era rimasto al campo.

L'ing. Filippo Panzeri, sindaco di Imbersago per 2 mandati e
prima vicesindaco a Lecco nel 1975-1976 con Tirinzoni nonché assessore ai lavori pubblici con Resinelli

"Ci sono voluti un paio di giorni per avere certezza che non fosse tra le vittime" ha raccontato oggi, alla luce dell'assassinio del diplomatico italiano e del Carabiniere della sua scorta, il fratello Filippo, anch'egli in Africa ma in Kenya in quel tragico agosto di morte. Era stato eletto da pochi mesi alla guida di Imbersago (dove sarebbe rimasto in carica fino al 2004), dopo aver maturato esperienza politica in consiglio comunale a Lecco nelle file del PSI, ricoprendo la carica di vice di Tirinzoni tra il 1975-1976 e poi di assessore ai lavori pubblici con Resinelli.

Il monumento alla solidarietà davanti al municipio di Imbersago

"Io andavo spesso in Africa rimanendovi qualche settimana e dando il mio aiuto in campo edile. Sono ingegnere e quindi mi occupavo di progettare dighe, ponti, centrali idroelettriche mentre Mario lavorava nel nord del Congo con la missione "Mondo Giusto" e lì rimase fino al 2012. La morte dell’ambasciatore Attanasio in Congo, nel Nord Kivu, sulla strada da Goma al Parco dei Virunga, conferma la tragicità di quella regione, confinante con il Rwanda, dove imperversano bande di ribelli hutu e di ribelli tutsi, fuggiti dalla loro nazione all’inizio degli anni ‘90, che da allora saccheggiano, sequestrano e uccidono. Nell’agosto del 1995 ero in Kenya, a Karungu, sul lago Vittoria con un grande gruppo di volontari: davamo inizio alla realizzazione di un grande ospedale con i Padri Camilliani, per le popolazioni Gusii e Luo. Il 7 agosto mi raggiunge la notizia che in Congo, proprio nel Nord Kivu, nel parco dei Virunga, in un agguato sei volontari dell’associazione "Mondo Giusto" di Lecco erano stati trucidati. Sono passati 25 anni. Quel tragico lutto ha pesato su tutti noi al campo di lavoro. Il pensiero continuamente andava ai sei morti, andava ai volontari di "Mondo Giusto" ancora presenti nel Nord Kivu, a Agostino di Montevecchia, a mio fratello Mario. Dalla tragica esperienza dei volontari morti mentre operavano per i fratelli che avevano bisogno di aiuto, di solidarietà, nasceva in me, da pochi mesi eletto sindaco di Imbersago, l’idea di realizzare nella nostra piazza, di fronte al nostro municipio, il Monumento Ai Caduti Per La Pace. A fianco nasceva il Monumento Alla Solidarietà. Da oltre 20 anni sono lì, viva testimonianza di nobili valori". Un segno tangibile, alla memoria di tutti coloro che spendono la loro vita a favore del prossimo.
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