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Scritto Mercoledì 24 febbraio 2021 alle 18:37

Lecco: rischiava di andare a processo per truffa, indagi difensive lo 'salvano'. Ecco come

Ancora truffe online all'attenzione del giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Lecco Paolo Salvatore. Almeno uno dei casi approdati quest'oggi sulla sua scrivania si è risolto però con un sostanziale nulla di fatto. O meglio, con una pronuncia di non luogo a procedere nei confronti dell'imputato, per non aver commesso il fatto. A “tirare fuori dai guai” un 28enne con casa a Magenta sono state le indagini difensive condotte dal suo legale, il lecchese Roberto Bardoni. Indagini che hanno reso il caso interessante. Andiamo con ordine: Simone C., classe 1993, rischiava di essere mandato a giudizio per truffa aggravata a seguito della denuncia presentata nel luglio del 2019 da un 34enne. Quest'ultimo avrebbe infatti trovato in internet un annuncio ritenuto interessante per accaparrarsi una Play Station 4 al prezzo di 190 euro. Definito l'acquisto contattando il numero indicato sull'inserzione – risultato poi intestato a persona defunta da tempo – ha provveduto a girare 100 euro quale caparra sulla Postapay indicata dal venditore. Neanche a dirlo  l'affare non è andato oltre, trasformandosi in una fregatura. Il giovanotto non ha più rivisto i soldi versati e non ha mai ricevuto la consolle. A Simone C. sono così risaliti i Carabinieri: il 28enne è risultato infatti intestatario della prepagata sulla quale il truffato ha versato i 100 euro. Ed effettivamente la carta, era la sua. Ma c'è un ma, evidenziato quest'oggi in Aula dall'avvocato Bardoni. A gennaio 2019, quindi sei mesi prima del supposto reato a lui ascritto, il magentino avrebbe smarrito il portafogli, senza però denunciare l'accaduto in quanto a distanza di poche ore lo avrebbe ritrovato nella cassetta della posta, integro se non fosse per il poco contante in esso contenuto, sparito. Ritenendo dunque il danno di poco conto, previo consulto con la madre, avrebbe optato per non esporre il fatto alle forze dell'ordine. Salvo poi trovarsi convocato dal Tribunale di Lecco, senza – a suo avviso – motivo. Qualcuno, secondo la linea dell'avvocato Bardoni, dopo tra l'altro essersi dotato di un'utenza telefonica intestata a persona scomparsa, avrebbe utilizzato le generalità del suo assistito e la sua PostaPay per truffare l'acquirente della famigerata Play Station, riuscendo poi anche a compiere movimentazioni sospette sulla carta di Simone C, che solo una volta venuto a sapere del fascicolo aperto a suo carico, si sarebbe accorto anche di altri “giri” di denaro sulla sua prepagata compiuti in Veneto.
Una linea che a quanto pare ha convinto PM e GUP.
A.M.
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