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Scritto Giovedì 25 febbraio 2021 alle 14:39

Teleriscaldamento: qualche domanda che andrebbe posta durante la commissione 'segreta'

 

Massimo Riva
È in programma tra poche ore una commissione “segreta” rivolta ai consiglieri comunali di Lecco, durante la quale il direttore generale e il presidente di Silea daranno un aggiornamento rispetto alla procedura di affidamento del progetto del teleriscaldamento. Come già capitato in passato (e nel passato recente a Valmadrera e Malgrate, la scorsa settimana), la seduta non è aperta al pubblico o alla stampa, a differenza di tutte le sedute del consiglio comunale e della maggior parte delle commissioni che sono pubbliche per loro natura. I partecipanti poi dovranno sottoscrivere un “impegno di riservatezza”.
Un peccato, dal momento che gli elementi di dibattito sarebbero parecchi. A fare qualche esempio è Massimo Riva, ex consigliere comunale lecchese, attento e informato sul tema. “La prima questione è il futuro dell’inceneritore del forno - spiega - i soci hanno sempre affermato che sarà spento alla scadenza dell’Autorizzazione integrata ambientale, ma non c’è un cronoprogramma, né una stima della diminuzione della quantità dei rifiuti da incenerire”. Una seconda riflessione che ne consegue riguarda proprio la produzione di rifiuti pro-capite: “Silea stima che i rifiuti indifferenziati si ridurranno a 33mila tonnellate pari a circa 100 chilogrammi all’anno per abitante, eppure le evidenze scientifiche di oltre 15 anni di tariffazione puntuale ci dicono che con questo metodo di raccolta e di tariffazione la produzione pro-capite di rifiuto indifferenziato si attesta attorno a 50 chilogrammi all’anno per abitante. Come verrà colmata la sovracapacità dell’impianto di Valmadrera?”.
Una soluzione che dia garanzie ad amministratori e cittadini sarebbe quella che Silea rediga un piano industriale che preveda anche lo “Scenario B”, nel quale sia contemplata la dismissione di una linea di incenerimento entro la fine del 2023 e lo spegnimento del forno al termine della durata dell’affidamento votando quale dei due piani industriali è preferibile. “Ci si confronti su questo tema e sui vantaggi ambientali ed economici di questa scelta che vedrebbe una riduzione drastica delle emissioni dirette del forno inceneritore e indirette legate al traffico veicolare pesante verso il forno e dal forno. Le alternative per il trattamento a freddo e recupero di materia dal rifiuto indifferenziato ci sono. La stessa Silea è in possesso di uno studio di fattibilità commissionato pochi anni or sono per la messa in esercizio di un impianto volto a massimizzare il recupero di materia e minimizzare la frazione da inviare a smaltimento”.
Entrando nel merito del progetto Riva segnala altre due circostante: “Si deve agire sull'efficientamento energetico degli edifici volto a conseguire l'abbattimento del fabbisogno di calore ed energia. Si evidenzierebbe che la progettualità del teleriscaldamento risulta da subito non competitiva e con costi di manutenzione in esplosione dopo un ventennio, svantaggio aggravato dal progressivo e veloce venir meno di carburante (rifiuti) e sussidi alla produzione di energia dai rifiuti indifferenziati. Riguardo al project financing del teleriscaldamento è bene fare emergere quali vincoli assumerà Silea in tema di calore prodotto dalla combustione di rifiuti e venduto al gestore. Quali rischi economico-finanziari implica il mantenimento in equilibrio del project financing negli anni in cui sarebbe in esercizio il forno? Il rischio da scongiurare è che Silea firmi un impegno vincolante in termini di calore assicurato al gestore, che impedisca qualsiasi diminuzione di rifiuto indifferenziato prodotto, con la conseguenza di dover importare da fuori il quantitativo mancante per produrre il calore promesso”.
Domande e riflessioni che dovrebbero essere poste alla società e che meriterebbero una risposta. I cittadini non avranno la possibilità di verificare né una cosa né l’altra.

 

M.V.
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