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Scritto Mercoledì 03 marzo 2021 alle 15:40

Mandello, botte alla ex: chiesta l'analisi dei cellulari dei due

Sarebbe entrata al bar dove si trovava, chiedendo di lei, per poi raccontarle - una volta ripresasi - l'accaduto ovvero di essere stata vittima di un'aggressione da parte dell'odierno imputato che, arrivato a casa, l'avrebbe malmenata, rompendole gli occhiali per poi sottrarle anche dei soldi prima di andarsene. E' quanto ha testimoniato quest'oggi in Aula, al cospetto del giudice Nora Lisa Passoni, un'amica della mandellese che, nel maggio del 2019, ha denunciato T.T., classe 1965, ora a processo per lesioni personali, minacce e furto.
Sentito anche il maresciallo maggiore Pierluigi Salatini, vicecomandante della Stazione Carabinieri di Mandello. L'operante ha spiegato di aver raccolto la denuncia della persona offesa - non costituitasi parte civile - arrivata in Caserma con evidenti segni di violenza fisica e di essersi poi occupato degli accertamenti tecnici disposti per verificare le dichiarazioni rese della stessa. Nel dettaglio si è cercato riscontri tanto dalle celle telefoniche tanto dalle telecamere. E' così emerso che il cellulare di T.T. era effettivamente agganciato alla rete di Mandello nell'orario in cui si sarebbe consumato il pestaggio mentre non essendo attivi altri occhi elettronici, l'unica conferma del transito dell'auto dell'uomo in discesa dal Lago lungo la ss36 è stata fornita dal varco di ponte Manzoni, quindi già a Lecco.
Conclusa la sfilata di testimoni, l'avvocato Marcello Perillo, difensore di 55enne, ha chiesto una perizia sui telefoni in uso al proprio assistito e alla donna, per documentare le telefonate e i messaggi scambiati tra i due prima e dopo il "fattaccio". Scopo della richiesta è indagare l'attendibilità della denunciante. L'imputato - ancora da ascoltare in Aula - negherebbe infatti l'escalation di contatti citati dalla denunciante rendendo deposizione, parlando dell'uomo come di un soggetto incapace di accettare la fine della loro breve relazione. Anticipata poi al giudice anche la richiesta di sentire un esercente mandellese allo scopo di appurare se in casa della signora vi fossero o meno gli 80 euro che a detta della stessa T.T. le avrebbe rubato. Il contante a suo dire, infatti, era stato ricevuto da poco dal negoziante quale ricompensa per lo stiraggio di alcuni capi d'abbigliamento.
La causa è stata aggiornata al prossimo 20 aprile.
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