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Scritto Mercoledì 03 marzo 2021 alle 17:42

Sentiero del Viandante: tra Lecco e Abbadia manca ancora la scala dalla galleria della 36. Si lavora alla chiesa di S.Martino

Manca ancora soltanto la solita famigerata scaletta. Sentiero del Viandante: il tratto da Lecco ad Abbadia è stato praticamente completato. O quasi: mancano qualche piccolo intervento e la posa della segnaletica. Ma soprattutto si è ancora in attesa dell’ultimo tassello: appunto la scaletta di raccordo ad Abbadia. Proprio come, anni fa, a ridosso della Statale si era fermata la traccia individuata dall’alpinista Giuliano Maresi, il quale aveva ripetutamente sollecitato gli enti pubblici a farsi carico dell’intervento e provvedessero perciò a realizzare quell’ultimo giunto: una scaletta che consentisse di scavalcare le gallerie di ferrovia e superstrada per atterrare nella piccola spiaggia all’imbocco del paese.



Le foto di seguito riportate documentanto lo stato del sentiero dalla trattoria dei Bodega alle gallerie di Abbadia

Da dove poi raggiungere la chiesa di San Martino e quindi innestarsi sul sentiero “storico” che conduce in Valtellina. Verso Morbegno per chi intende seguire le suggestioni di Albano Marcarini, urbanista, viaggiatore e cartografo, la cui prima guida dedicata al nostro sentiero risale al 1996. Oppure verso la Valchiavenna se invece si scegliesse di dirigerci verso il San Bernardino lungo l’itinerario proposto dal progetto italo-svizzero delle Vie del Viandante.


Il punto dove dovrebbe essere realizzata la scala

Il sentiero che percorre la costiera orientale lariana è stato infatti inserito in un progetto di valorizzazione più complessivo – le Vie del Viandante, appunto – per collegare il San Bernardino con Milano utilizzando la rete di sentieri già esistente. E di questo progetto fa parte anche il tratto di percorso tra Lecco e Abbadia per realizzare il quale è stata prevista una spesa di 70mila euro. I lavori, realizzati dall’Ersaf (Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste), si sarebbero dovuti concludere nel mese di novembre, ma l’emergenza covid ci ha messo lo zampino: il lungo lockdown della primavera dell’anno scorso  ha fatto ritardare i lavori e la tabella di marcia è stata quindi rivista. In gennaio era stato ipotizzato il possibile completamento per l’inizio di febbraio ma anche la nuova scadenza è saltata.. A conti fatti, in realtà, si dovrà attendere non pochissimo «sussistendo ancora – come dice Sergio Poli, il direttore dei lavori Ersaf - un margine piuttosto largo di imponderabilità».
L’amministrazione comunale lecchese vorrebbe inaugurare il sentiero prima di Pasqua ma tra lavori da collaudare ed emergenze covid l’appuntamento con il taglio del nastro potrebbe ancora slittare.

Galleria immagini (clicca su un'immagine per aprire l'intera galleria):

Entro la fine di questo mese di marzo, comunque, l’Ersaf avrà completato tutti i lavori relativi al tracciato, compresa la posa della segnaletica.
Il sentiero è stato sistemato lungo l’intero percorso, oltre sei chilometri. L’inizio lecchese vero e proprio è fissato in quel che resta di via Stelvio, all’imbocco di via dell’Abbadia. Da lì si percorre il vallone paramassi sotto il San Martino e si raggiungono Pradello e la trattoria Bodega (essendo raggiungibile in auto, è un punto che può essere considerato un secondo ingresso).  Risalendo l’erta che conduce ai Tecett e ad alcune falesie, sulla sinistra si dirama il sentiero diretto ad Abbadia e che procede in saliscendi  a mezza costa sotto le pendici della montagna. L’imponente  frana dei Torrioni di Rialba, viene superata costeggiando la serie di reti paramassi, dopo di che il sentiero comincia a perdere quota e scende verso il lago, superando la condotta della centrale elettrica Guzzi. Arrivando infine proprio sopra le gallerie. In quel punto, il sentiero per adesso si ferma sul vuoto, come si fermava quello segnalato da Maresi.


Il punto dove si ferma, per ora, il sentiero

Da lì, una scala dovrebbe condurre l’escursionista nella piccola spiaggia all’ingresso di Abbadia. E dove è già realizzato da tempo il collegamento con la chiesa di San Martino.
«La “scaletta” – dice lo stesso Poli – tanto piccola non è: si tratta di un manufatto in ferro zincato alto sette metri. Verrà posato con elicottero dalla ditta appaltatrice sul tetto della galleria della SS36, non appena l’Anas avrà dato tutti i permessi. L’Anas ha voluto dal Comune di Lecco il deposito di una fidejussione a garanzia del manufatto e il Comune ha provveduto; l’opera andrà poi collaudata… questo è ciò di cui parlavo riguardo all’imponderabilità dei tempi».



La chiesa di San Martino

Il sentiero, comunque, non è ancora percorribile, sia per l’assenza della segnaletica sia per il cantiere di fatto ancora aperto e in funzione. In questi mesi, c’è stato qualcuno che si è avventurato, si è perso ed è stato necessario andarlo a recuperare. Il sentiero, di fatto, à ancora considerato inagibile e quindi interdetto.
Nel frattempo, anche il Comune di Abbadia sta mettendo mano alla chiesa di San Martino dalle origini antichissime e che ormai malridotte non era un gran bel biglietto da visita per chi imboccava il Sentiero del viandante. Un tempo era decorata da un prezioso ciclo di affreschi che ormai sono del tutto scomparsi. Sono in corso alcuni lavori di sistemazione dell’area e delle mura perimetrali ma l’obiettivo è quello di avviare un progetto di recupero complessivo dell’edificio religioso e che possa beneficiare di finanziamenti sovraccomunali con l’intento di farlo diventare sede – come dice il consigliere comunale Carlo Donato che incontriamo sul posto – di un vero e proprio punto di informazioni per il Sentiero.
D.C.
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