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Scritto Giovedì 04 marzo 2021 alle 18:14

Vaccinazioni di massa a Erba per il lecchese: il commento

Che si muova il privato - e che privato - per mettere a disposizione ampi spazi in cui effettuare le vaccinazioni suona proprio come il fallimento dell'organizzazione sanitaria pubblica e, più ancora, del "peso" istituzionale di Lecco. Su un territorio morfologicamente molto vario di 815 chilometri quadrati l'Agenzia di Tutela della Salute "Brianza" che comprende le province di Lecco e Monza e Brianza non ha saputo trovare un sito in cui organizzare le vaccinazioni per gli aventi diritto tra i 340mila abitanti residenti nella nostra provincia. Addirittura si è pensato a Erba, presso Lariofiere, che sta in provincia di Como. Come ai vecchi tempi, prima del 1996. Quattro hub, tre nel territorio monzese e uno in quello comasco.
E' evidente la debolezza della rappresentanza politica di destra e di sinistra se nemmeno un punto vaccinazioni è stato possibile ottenere nel lecchese. E pensare che tutte le teorie moderne dicono che è la medicina che si deve avvicinare al paziente, non viceversa, Qui invece migliaia di persone, per lo più anziane, dovranno prendere l'auto o farsi accompagnare chi a Erba, chi a Carate.
Per fortuna funziona il centro vaccinale di Introbio, che non è un hub ma almeno evita agli anziani di Casargo e Premana di attrezzarsi per un lungo viaggio. Nulla nel meratese, circoscrizione dentro la quale operano le principali aziende di respiro mondiale come appunto Technoprobe Spa e Elemaster Spa. Non resta che sperare nell'accordo tra i sindaci della provincia affinche riescano ad attivare i prefigurati sette centri di vaccinazione da affiancare agli ospedali di Lecco e Merate.
Ma partire una volta subito col piede giusto non si riesce proprio?
C.B.
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