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Scritto Venerdì 05 marzo 2021 alle 17:53

Asst: 18347 le vaccinazioni eseguite, dall'8 il potenziamento del servizio tra Lecco e Merate. 263 i ricoverati con il virus

Il direttore generale dell'Asst di Lecco, dr. Paolo Favini
Raggiunta quota 18.347 vaccinazioni tra gli ospedali di Lecco e Merate e il centro per la campagna anticovid sugli over 80 attivato ad Introbio. Asst è pronta a potenziare il servizio, come ha annunciato il direttore generale Paolo Favini nel corso della conferenza stampa organizzata questo pomeriggio, venerdì 5 marzo. Da lunedì le linee vaccinali presenti in Asst non aumenteranno al Mandic, dove quindi resteranno due con una capacità di circa 150 somministrazioni giornaliere, mentre al Manzoni passeranno da tre a cinque, con la potenzialità vaccinale che dalle 468 somministrazioni salirà a 618.
Entrando nel dettaglio dell'''operazione vaccino'', il direttore Favini ha motivato la leggera diminuzione nel numero di dosi somministrate tra la cosiddetta fase 1 e la fase 1-bis, partita lo scorso 15 febbraio, e fornito parecchi dettagli oltre che alcune precisazioni relative all'organizzazione del servizio. ''Nella fase 1 l'Asst di Lecco ha eseguito 10.248 vaccinazioni'' ha spiegato. ''Dal 15 febbraio, con la fase 1-bis, abbiamo impiegato sia i vaccini Pfizer che quelli di Astra-Zeneca su varie tipologie di popolazione, come indicatoci dal Ministero, e quindi sanitari non ospedalieri, forze di polizia e altri. Da lunedì integreremo anche la possibilità per gli insegnanti di prenotare il vaccino. Dal 15 febbraio ad oggi abbiamo utilizzato 2.327 dosi Pfizer, di cui 1.512 a Lecco e 815 a Merate. Sono 2.459 invece le dosi di Astra-Zeneca somministrate sugli over 80, per i quali siamo arrivati ad oggi a 3.313 vaccini considerando anche il centro di Introbio, attivato con la collaborazione dei medici di medicina generale per coprire la zona della Valsassina. Tra Astra-Zeneca e Pfizer, tra il 15 febbraio e il 5 marzo, abbiamo quindi svolto 8.099 vaccinazioni, procedendo con una forza di circa 450 dosi al giorno, 300/350 a Lecco e 150 a Merate''. Il leggero rallentamento tra la fase 1 e la 1-bis, ha aggiunto il direttore, è dovuto alla categorie di persone che si stanno sottoponendo al vaccino. ''Nella prima fase avevamo a che fare con un paziente medio di circa 40 anni, operatore sanitario, che tendenzialmente aveva già predisposto il modulo del consenso. Ora stiamo somministrando i vaccini ad una popolazione più anziana e meno preparata, che quindi richiede un po' più di tempo'' ha spiegato.
Dopo aver annunciato che da lunedì nella Clinica Mangioni di Lecco sarà attivato un centro vaccinale in cui potranno sottoporsi al vaccino il corpo docente e il personale scolastico, Favini ha parlato della necessità di individuare sul territorio dei luoghi che possano affiancare l'Asst nella campagna anticovid. ''Finora abbiamo sempre operato come da programma, senza sprecare nemmeno una dose e facendo i richiami tutti entro il 21esimo giorno'' ha spiegato. ''E' chiaro che per avviare la cosiddetta vaccinazione di massa la colonna portante dovranno essere i medici di medicina generale, ai quali verrà chiesto di entrare in maniera importante, a seconda delle capacità aggregative dei diversi territori, nei sistema della vaccinazione''.
In questo modo, ha asserito il direttore, l'Asst potrà in qualche modo sopperire alle carenze di personale che da anni complicano l'organizzazione dell'attività ospedaliera. ''Se non si attivano dei presidi territoriali che si basano sulla collaborazione dei medici di base e tutta la vaccinazione rimane in carico ad Asst significa che dovremo togliere come stiamo facendo personale dedicato alla cura dei pazienti nei reparti''. Inviando un messaggio ai sindacati che in questi giorni sono tornati a lamentare la notevole carenza di personale, il direttore generale ha chiarito trattarsi di un problema annoso ''Finchè il Ministero non 'produce' infermieri o medici specialisti continueremo ad avere difficoltà di reclutamento'' ha commentato. ''Stiamo bandendo concorsi e ci siamo già mossi per reclutare molto personale, compresi gli infermieri di famiglia che sono fondamentali per le vaccinazioni''.
Favini ha anche fatto un punto sulla collocazione degli spazi in cui viene somministrato il vaccino presso il Mandic di Merate. ''Rispondo alle diverse lamentele che ho sentito e letto'' ha spiegato. ''Come prima cosa questo punto vaccinale non è stato creato solo per gli anziani ma per tutti. E' posizionato nella parte di degenza della pediatria che al momento non è utilizzata, ed è composto da due stanze d'attesa, due ambulantori dove ci si vaccina, due camere da letto per le vaccinazioni in ambiente protetto per gli allergici e un'area di attesa post-vaccino nel corridoio. Questa zona ha un accesso indipendente e, seppure collocato al quarto piano, ci sono due ascensori che consentono di raggiungerlo anche agli anziani con problemi di deambulazione. Rispetto al questionario sul consenso che tutti i vaccinati sono tenuti a compilare, tengo a precisare che si tratta di quelli forniti dal Ministero''.
Passando infine alla situazione dei ricoverati per coronavirus nelle strutture ospedaliere dell'Asst, il direttore generale ha spiegato che in provincia di Lecco i livelli di contagio si mantengono ancora piuttosto contenuti rispetto ad altre province in cui la diffusione è più alta. ''Ci sono zone come Bellano e Merate che hanno però tassi di crescita un filo più alti'' ha chiarito Favini, illustrando poi i dati.
Alle 10 di quest'oggi i ricoverati per Covid in Asst erano 263, 168 al Manzoni di Lecco dove rimangono 9 posti letto liberi e 95 al Mandic di Merate, che ha appena due posti non occupati. L'Asst al momento supera il livello di allerta richiesto da Regione Lombardia relativamente ai posti di ricovero a disposizione. Al Manzoni sono attualmente occupati 11 posti di rianimazione, sette a Merate. 18 le terapie intensive sui due presidi, 23 le Cpap a Lecco e 15 a Merate.
A.S.
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