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Scritto Sabato 06 marzo 2021 alle 14:12

Lecco, i crucci del Bione: il gestore se ne va e nessun project in vista

Emanuele Torri
L’annosa questione della gestione del centro sportivo Al Bione continua a trascinarsi e l’assessore allo Sport Emanuele Torri ha convocato per venerdì sera una commissione per fare il punto. Come noto, dopo mesi di “estenuante trattativa” il Comune e l’attuale assegnatario - la società InSport - hanno raggiunto un accordo in base al quale Palazzo Bovara contribuirà a sanare le perdite determinate dalle chiusure forzate. Questo ha permesso ai sodalizi lecchesi di tornare ad allenarsi negli spazi del centro, seppur pagando una tariffa superiore. E la speranza, ormai svanita, era quella di poter riaprire anche ai cittadini. Superato questo scoglio resta quello ancor più gravoso dell’individuazione del nuovo gestore: InSport ha già provveduto ad una rescissione consensuale del contratto a partire dal primo luglio. “È comprensibile - commenta l’assessore - questo gestore è entrato al centro a gennaio 2020 e sarebbe dovuto restare fino all’agosto 2022, il centro è rimasto aperto per pochissimi mesi e a queste condizioni non è per loro possibile andare avanti”. Quello a cui guarda l’amministrazione comunale è un nuovo modello gestionale, che tenga conto delle debolezze messe in luce dalla pandemia: “Non è possibile pensare che il Comune intervenga continuamente per riequilibrare - aggiunge Torri - è possibile però immaginare una formula di convenzione diversa nella quale il Comune compartecipa alle spese, facendosi carico ad esempio delle utenze, nella speranza che si crei anche concorrenza, dal momento che all’ultimo bando si era presentato un solo soggetto”.
Il centro sportivo del Bione
Intanto continuano i lavori di manutenzione degli spazi esterni: il 25 gennaio è stato avviato il cantiere per gli spogliatoi dei campi 3 e 4, sono stati ultimati i lavori sul fondo della pista di atletica e si attende l’esito della candidatura al bando “Città e periferie” che potrebbe permettere il rifacimento degli spogliatoi del campo 1.
Dalla Regione arriveranno 2 milioni di euro
che con ogni probabilità saranno utilizzati per l’illuminazione dell'anello per l'atletica e del campo di rugby nonchè per la realizzazione di una piccola pista coperta nella zona del salto in lungo per agevolare gli allenamenti invernali. Un’altra parte di questi soldi sarà invece destinata al progetto del campus: si pensa ad una struttura con aula studio, spazio di ristorazione, altre salette polifunzionali e una sala conferenze.
Diverse le riflessioni emerse dalla discussione tra i consiglieri presenti. Innanzitutto sulle quote: Paolo Galli di Ambientalmente ha sottolineato come le tariffe che pagano le società per utilizzare il centro siano effettivamente basissime e che è necessario chiedersi se siano effettivamente sopportabili per il gestore. Il leghista Andrea Corti ha invece posto l’attenzione sulla parte interna, chiedendo che direzione vuole prendere l’amministrazione. Un tema sottolineato anche da Antonio Rossi: “Affidare a giugno una concessione di tre anni vuol dire non pensare di mettere mano alla parte interna, secondo me è valida l’idea di provare un modello di gestione che coinvolga le società maggiori che utilizzano il Bione, magari anche solo per un anno di prova e poi fare un bando di parternariato pubblico-privato”. Un’opzione questa che non ha convinto l’assessore, che ha aggiunto che l’ipotesi del project è assolutamente auspicata, ma che manca l’interesse dei privati: “Già la concessione attuale prevede che se si fosse presentato un privato il contratto sarebbe stato chiuso anticipatamente, bisogna però trovare sogetti che abbiano voglia di investire sul Bione”.
M.V.
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