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Scritto Lunedì 08 marzo 2021 alle 08:29

Valmadrera: 4 eccellenze del paese per l'8 marzo, per ricordare che 'il futuro è donna'

“Abbiamo deciso di festeggiare anche quest’anno la festa delle donne. È importante festeggiare perché negli anni - e quest’anno di pandemia lo dimostra ancora - le lotte delle donne non sono cessate in vista di un’equità che non sia solo formale ma anche sostanziale rispetto al genere maschile”. Marcello Butti è l’assessore alla cultura del comune di Valmadrera e per l’8 marzo ha preso in carico l’onere e l’onore di aprire il documentario voluto dall’amministrazione per celebrare la festa delle donne.
Quattro figure femminili, quattro eccellenze, quattro storie di successo che trovano le proprie radici a Valmadrera raccontate attraverso un filmato intitolato “Il futuro è donna” (CLICCA QUI per visualizzarlo).



“In ogni dipinto che faccio ritrovo parti di me stessa: non solo lo spettatore, ma anch’io posso far emergere qualcosa di me. Emerge questa ricerca del mio interiore che consiste nella volontà di tenere le mani sempre aperte per accogliere il flusso della vita di ogni giorno, un dare e un avere”. A parlare è Alessandra Canali, pittrice valmadrerese di successo. Da anni espone le proprie opere non solo nel paese natio ma anche in giro per il mondo. L’ultima tappa a New York, nel 2020 e prima ancora a Budapest nel 2019. Al centro dell’intervista la donna nel mondo dell’arte, che poi è sempre un vissuto singolare che si esprime - anche in quanto donna - attraverso i colori, attraverso il gesto artistico, e che per Alessandra Canali significa “creare quello che sento: la pittura è il pensiero che prende forma nei colori”. Un pensiero in chiusura anche alle giovani artiste che si stanno affacciando sul mondo dell’arte: “direi loro di non fermarsi mai, non mollare mai, anche se si hanno delle delusioni. È necessario tenere come obiettivo lo stimolo, che è fondamentale per un’artista”.


Dall’arte alla scienza, da Valmadrera a Nimega, in Olanda. Eliana Vassena ora vive e lavora nei Paesi Bassi come ricercatrice nel settore delle neuroscienze. Studiosa di successo, per due volte ha vinto una borsa di studio dedicata a Marie Curie grazie alla quale cerca cure per alcune patologie psichiatriche.
Dall’ansia alla depressione, Eliana Vassena sta sviluppando dei nuovi trattamenti ad hoc, da costruire e rivolgere a soggetti specifici, perché specifiche sono le malattie: “la depressione è una diagnosi ma ci sono decine di profili diversi, la si può avere in modi diversi”.
Eliana è scienziata, ricercatrice, ma anche moglie e mamma. La costruzione di una famiglia non ha costituito l’abbandono automatico di lavoro, carriera e aspirazioni, anzi. “È molto impegnativo conciliare la dimensione di scienziata e quella famigliare, non posso negarlo. Ma sono sempre stata molto ambiziosa, ho sempre apprezzato le sfide e pensato che in qualche modo è possibile avere tutto quando lo si vuole. E poi sono stata fortunata. […] ma dovrebbe essere la norma poter coniugare vita professionale e familiare. Bisognerebbe sentirsi liberi di poter scegliere”. Valmadrera è distante, ma il pensiero rimane sempre perché lì sono le radici: “l’esempio personale di donna a cui spesso mi rifaccio è quello di mia nonna, Emilia dell’Oro (presidente dell’associazione Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra di Valmadrera, ndr). Una grandissima donna che ha avuto una vita piena di sfide, suo padre e suo fratello sono stati deportati. Lei sempre positiva, entusiasta anche nella promozione di mille iniziative, come quelle legate alla memoria dei caduti e delle guerre e lei è stata un esempio per questo”.


C’è chi gira il mondo per lavoro e ricerca, chi perché è una sportiva che gareggia a livelli mondiali. Cristina Isacchi ha 19 anni e nel 2019 ha conquistato la medaglia di bronzo nei 100 metri misti al World Games Special Olympics, la manifestazione multisportiva per atleti con disabilità svoltasi ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti.
“Famosi”. Così ci si sente ad essere campionesse olimpiche per l’atleta valmadrerese, che ha portato il suo paese nella penisola arabica più d’una volta. La scoperta del nuoto come passione durante le scuole medie alla Stoppani, l’incontro con l’associazione Oltretutto ’97, l’affetto di famiglia e amici che l’hanno sempre sostenuta nella sua passione: questi gli ingredienti che hanno portato Cristina ad essere campionessa olimpica, insieme a tanta tenacia e talento. Perché se il timore c’è, “appena vedo l’acqua voglio buttarmi e poi cerco di andare più forte di tutti”; una sensazione che il Covid ha strappato per lungo tempo e che adesso Cristina spera di poter riprendere al più presto.



Quello della finanza e delle assicurazioni è il suo mondo; gli studi nel settore, poi a 29 anni è diventata team leader di Generali Spa: Elisa Butti confessa di aver sempre voluto fare l’insegnante e oggi il suo ruolo le consente - anche se in modalità e contesti molto diversi - di coronare il suo sogno di bambina: “attualmente conduco e supporto le risorse che lavorano con me, cerco di essere una guida per loro con l’obiettivo di arrivare a risultati”. Essere donna e manager in un mondo storicamente dominato da uomini non è di certo una passeggiata, ma Butti conferma che qualcosa si sta muovendo: “sempre di più le multinazionali stanno cercando di attivare delle pratiche e politiche inclusive, mostrando attenzioni nei confronti della donna, riconoscendo e valorizzando i loro talenti”. Ma mentre il Covid continua ad imperversare, ad avere la peggio sono i contratti più fragili e meno tutelati: “La pandemia non ha agevolato le donne in un mondo che già è ostile: le donne hanno anche delle forme contrattuali atipiche: part time, altre forme contrattuali che le rendono più vulnerabili”. Ma conciliare questi due aspetti della vita - l’essere donna e avere una carriera anche ad alti vertici - non è cosa impossibile dice Elisa in chiusura di conversazione: “non sono due aspetti contrastanti, bensì complementari. Si può essere manager rimanendo donna. A maggior ragione, se credi nel ruolo che hai lo puoi consolidare”.
A.A.
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