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Scritto Venerdì 12 marzo 2021 alle 13:48

Rusconi: 'Enrico Letta è un amico ma non torno nel PD'. E ai meratesi di I.V.: 'da Lomagna a Premana mi conoscono tutti'

Antonio Rusconi
Nella sua lunga carriera politica non sono pochi i titoli e gli incarichi collezionati da Antonio Rusconi. A quello di ex senatore e attuale sindaco di Valmadrera, al terzo mandato non consecutivo, da qualche giorno se n’è aggiunto un altro: quello di co-coordinatore di Italia Viva in provincia di Lecco.
“Ho accettato questo incarico innanzitutto perché me l’hanno chiesto” commenta Rusconi, interpellato in merito. “Ringrazio il mio predecessore Marco Panzeri e sono lieto di affiancare Giulia Vitali, che è una risorsa importante per il partito. C’è un’area riformista che ha bisogno di identificarsi in un progetto di governo e, a posteriori, in tanti stanno iniziando a capire i passaggi che hanno portato alla nascita dell’esecutivo guidato da Mario Draghi: come in Germania, anche qui c’era bisogno di un governo condiviso e più forte”.
Ma quali sono le priorità per gli esponenti lecchesi del partito di Matteo Renzi? “Il primo obiettivo è quello di darci un assetto organizzativo responsabilizzando tutte le zone della provincia, in particolare quelle più ‘periferiche’ come il meratese, il casatese e la Valsassina. Ricordiamo che la Provincia di Lecco è nata sull’asse Lecco-Merate. Poi c’è bisogno di confrontarci sui temi concreti: come far ripartire il territorio, il lavoro per i giovani e le imprese, e la povertà perché il Covid ha amplificato le difficoltà per le famiglie e le persone”.
Proprio la questione territoriale è stata uno dei punti su cui alcuni esponenti di Italia Viva meratesi hanno contestato la nomina di Rusconi a co-coordinatore. L’ex senatore risponde con una battuta, come nel suo stile: “Sarà per l’età, ma sono conosciuto da Lomagna a Premana”. E poi, più seriamente, aggiunge: “Temo le nomine all’unanimità e per fortuna c’è discussione nei partiti, la richiesta di un coordinatore meratese era legittima. L’importante è costruire una squadra che sappia tenere coinvolti tutti i territori”.
Il partito di Renzi, però, anche se nato da poco, ha già perso alcuni pezzi importanti sul nostro territorio. Di recente, infatti, il sindaco di Garlate Giuseppe Conti, tra i primi amministratori aderenti a Italia Viva nel lecchese con  Stefano Motta di Calco e lo stesso Rusconi, ha annunciato il mancato rinnovo della tessera in cerca di un soggetto politico più simile ai Verdi tedeschi. “Con Conti ci sentiamo spesso e continuiamo a sentirci ancora. Lui pensa a un partito vicino a Italia Viva ma più largo. Comunque non è un addio, ma un arrivederci” commenta Rusconi.
Rusconi con alcuni esponenti di Italia Viva in una foto scattata a gennaio 2020
quando il movimento annunciò l'appoggio a Mauro Gattinoni in vista dalle elezioni a Lecco.
Prima a sinistra Alessandra Durante, oggi assessore nel capoluogo.
Al suo fianco Giulia Vitalia, coordinatrice con Rusconi
A proposito di amministratori e territorio, il primo cittadino valmadrerese aggiunge anche che “ad eccezione del capoluogo, gli amministratori lecchesi sono tutti civici e l’80% di loro non ha tessere di partito in tasca. Bisogna pensare a un progetto politico che possa ridare dignità al nostro territorio. Negli anni Novanta la Provincia di Lecco è nata su un asse economico e politico. Oggi questa idea di un tavolo comune in cui politica, economia e sociale si trovano insieme non c’è più e credo che sia una grave mancanza, conseguenza della mancanza di autorevolezza della politica”.
Ma c’è un altro tema di cui non si può non tenere conto, considerata la cronaca politica nazionale, che può avere molte ripercussioni anche a livello locale: l’ipotesi – ormai non più tanto tale - che Enrico Letta, una personalità moderata, di provenienza cattolica, possa diventare il nuovo segretario del Partito Democratico succedendo a Nicola Zingaretti. Il legame tra il neo-coordinatore lecchese di Italia Viva e l’ex Presidente del Consiglio è noto,  lo stesso Rusconi non ne fa mistero: “Letta è un amico personale, ma le ragioni per cui un anno fa sono uscito dal PD rimangono tali e le scelte fatte dal Partito Democratico negli ultimi quattro mesi sono in totale contrarietà rispetto a quelle che sono le mie vedute”. Poi, però, aggiunge anche: “Rimango comunque un uomo del centrosinistra”.
Certo, al momento non è contemplata l’ipotesi di rientrare in un PD meno di sinistra e più centrista. Ma comunque l’elezione di Letta a segretario potrebbe sparigliare un po’ di carte in tavola. “Mi auguro che Italia Viva possa dialogare, sia a Roma che a Lecco, con un PD che torni alle origini e ritrovi la vocazione maggioritaria” commenta il sindaco di Valmadrera. E poco importa se tra Renzi e Letta corra tutt’altro che buon sangue, dopo la defenestrazione di quest’ultimo per mano dell’allora giovane e rampante primo cittadino di Firenze: “In politica si lavora sui progetti e io, da sindaco, ho sempre scelto le giunte sulla base di quello che pensavo essere il bene per il Comune, non sulle amicizie personali” spiega Rusconi. “Un conto sono le persone con cui andare in ferie insieme, altro discorso quelle con cui fare progetti politici. A maggior ragione – conclude – considerata la situazione drammatica in cui ci troviamo”.
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Mi.C.
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