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Scritto Giovedì 25 marzo 2021 alle 19:00

'Operazione Tullac': non rispondono i 10 arrestati, uno ha un precedente per omicidio. Da Mastrolindo mossi chili di droga

La sede lecchese della Guardia di Finanza
Come era prevedibile, vista la "stazza" del faldone d'indagine, su consiglio degli avvocati - tra i quali, per citare i lecchesi, le toghe Marcello Perillo e Luciano Bova - hanno (quasi tutti) fatto scena muta. Rapida successione di interrogatori di garanzia al cospetto del Gip Paolo Salvatore questa mattina in Tribunale a Lecco per i dieci soggetti destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere all'esito dell'operazione "TULLAC" che ha portato i baschi verdi del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria del locale Comando della Guardia di Finanza, coordinati dal sostituto procuratore Paolo Del Grosso, a sgominare un sodalizio criminale italo-albanese che gestiva - secondo le risultanze investigative - un lucroso traffico di sostanze stupefacenti sul nostro territorio (e non solo). Nemmeno tradotti in Aula - per ragioni di sicurezza in riferimento all'emergenza sanitaria e dunque alla prevenzione della diffusione del coronavirus - gli indagati, in video-collegamento dall'istituto dove sono stati associati dalla mattinata di martedì, si sono avvalsi (in prevalenza) della facoltà di non rispondere. Avranno modo di chiedere di essere sentiti nei prossimi giorni, così come di presentare istanza di riesame per ottenere eventuali misure meno afflittive. Per ora restano dietro le sbarre Juljan Malaj, classe 1984, già ai domiciliari per altra causa, di origini albanesi così come i suoi cugini Flladi Alia (classe 1984) e Algert Alia (classe 1982) nonchè Denis Dedja (classe 1980) e Almin Vuka (classe 1976); Mario Polito, nato a Locri, classe 1985; Daniele Passannante, originario di Besana Brianza, classe 1979; Marcello Valli, radici a Bellano, classe 1964; Alex Sala, lecchese, classe 1989 e James Canali, nato anch'egli al Manzoni, classe 1976. Nomi, in gran parte, non nuovi alla cronaca, con il coinvolgimento di alcuni in precedenti note operazioni antidroga - Valli nella vecchia "Mosquitos" e Passannante in "Baby Park" del 2013, per fare degli esempi - ma anche in efferati fatti di sangue come la sparatoria di Annone del 2014 che ha visto condannato Polito insieme al fratello e l'uccisione nel 2003 a Merone del 22enne Gianluca Stranieri ascritta invece a Canali.

Nelle 40 pagine di ordinanza di applicazione delle misure a firma del Giudice per le indagini preliminari ricostruiti anche altri episodi già finiti sui giornali, in tempi decisamente più recenti, interconnessi con il traffico di droga - marijuana, cocaina e hashish - avente quale fulcro Juljan Malaj, conosciuto anche quale "Giulio" e indicato in alcune telefonate captate durante l'attività con l'appellativo "Mastrolindo" stante il cranio glabro. Tacciato - in qualità di grossista - di un nutrito elenco di cessioni (e acquisizioni) da "pochi" grammi a diversi chili, con tanto - parrebbe - di viaggio in Olanda proprio nell'ambito di tali affari, il balcanico - già tabaccaio a Malgrate prima di cedere il bar intestato alla moglie al Gaggio - era finito in manette a maggio 2020 per la detenzione di 2 chili di "farina", con tanto di passaggi della "roba" con altri soggetti ripresi... dalle telecamere del circuito di videosorveglianza privata che lo stesso aveva installato nella sua abitazione di Rogeno che di fatto hanno sostituito la prova che avrebbe potuto fornire l'occhio elettronico piazzato invece dalla Finanza per non perderlo di vista, in quel momento... impallato per assenza di connessione internet. E ancora, sempre Malaj avrebbe fornito a Canali il chilo di hashish poi intercettato dai Carabinieri a Calolzio nel mese di aprile: la sostanza stivata in un bidoncino arancione era nella mani di un corriere, Mario Haxija, arrestato in flagranza di reato.

Prima di ancora manette ai polsi erano finiti ad altri due insospettabili "pony", i coniugi ultrasessantenni Teresa Porcelluzzi e Ruggiero Balzano, palettati dalle Fiamme Gialle sulla superstrada con chilo di cocaina consegnato loro da un soggetto non destinatario di ordinanza di custodia cautelare che a sua volta l'avrebbe avuta da Marcello Valli (finito nei guai proprio "solo" per questo episodio), rifornitosi sempre da "Giulio", lo stesso "Giulio" che - andando sempre a ritroso - a febbraio aveva (ovviamente sempre secondo la versione degli inquirenti) venduto 37.8 grammi di coca a tale Giuseppe Rusconi dopo che lo stesso già il mese prima era stato arrestato a Dubino con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio per essere stato trovato con ulteriori 24 grammi scarsi della stessa sostanza, sempre comperata dal "grossista" di Malgrate, al centro anche - si evince sempre dall'ordinanza - di un giro di crediti e debiti legati sempre al dare e avere del "cioccolato" immesso su un mercato evidentemente di... golosi.
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A.M.
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