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Scritto Martedì 30 marzo 2021 alle 14:55

Mandello: dal terremoto in Irpinia alla tragedia dei migranti, il sommozzatore dei VVF Fascendini in pensione dopo 40 anni

Per raccontare i suoi quarant'anni di carriera forse non basterebbe nemmeno un libro. Del resto il suo lavoro - o meglio, il suo "servizio allo Stato" - lo ha segnato profondamente, lasciando in lui un'impronta indelebile fin dal primo momento in cui, nel lontano 1980, ha messo piede in caserma con l'elmo da intervento sul capo, pronto a rispondere "presente" ad ogni chiamata e a correre - via terra, in aria o in acqua - in aiuto a chi aveva bisogno.


Luciano Fascendini



Per Luciano Fascendini si apre ora un nuovo capitolo di vita: nato a Lomazzo, cresciuto a Mandello e residente da qualche tempo a Robbiate, il 1° aprile entrerà ufficialmente nel "mondo dei pensionati" chiudendo, almeno sulla carta, la sua lunga carriera di sommozzatore dei Vigili del Fuoco, che nel 2016 lo ha visto assumere la guida del Nucleo di Milano, il più importante in Italia con 433 interventi all'attivo soltanto nel 2020.


Il mandellese con alcune squadre di VVF, nel corso degli anni


"Non attaccherò le pinne al chiodo, questo lavoro resterà sempre parte di me" ha assicurato Fascendini, con l'orgoglio di chi sa di aver fatto parte di "una grande famiglia" e soprattutto di aver lasciato un segno positivo, credendo fortemente nell'importanza del suo ruolo senza mai darsi per vinto, nemmeno nei momenti più difficili. Divenuto ausiliario dei Vigili del Fuoco a soli 21 anni, tra le sue prime esperienze ricorda niente di meno che la "spedizione" di soccorso nell'Irpinia devastata dal terremoto, "un incarico non da poco per un giovane alle primissime armi".




"Con il senno di poi penso sia stato un "segno premonitore" del mio futuro professionale, pieno di momenti intensi e coinvolgenti, nel bene e nel male" ci ha raccontato. "Nel 1982 sono entrato nel Corpo Nazionale, ma la vera svolta è avvenuta due anni dopo, quando ho preso la specializzazione di sommozzatore grazie a un apposito corso che mi ha consentito di avvicinarmi a un mondo per me nuovo. Fino al 1999, a Lecco, ho ricoperto due ruoli diversi: alternavo la "classica" divisa verde per spegnere gli incendi a quella "acquatica", operando alla bisogna con l'una o con l'altra. Poi sono passato a Como seguendo la mia vocazione per la subacquea, finchè nel 2016 sono stato chiamato da Milano, dove sono diventato coordinatore del Nucleo dei sommozzatori. In tutti questi luoghi mi sono sempre sentito un servitore dello Stato: ho cercato di svolgere il mio lavoro con dedizione, passione e professionalità, senza mai perdere la speranza".





Tantissimi i ricordi impressi nel cuore di Luciano Fascendini, risultato meritevole negli anni di più riconoscimenti tra cui l'Onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana, conferitagli nel 2017. "Come Vigili del Fuoco dobbiamo sempre cercare di mantenere una grande freddezza, ma anche noi abbiamo un'anima" ha proseguito il mandellese, rievocando alcuni degli interventi che lo hanno maggiormente segnato. "Impossibile restare indifferenti, per esempio, di fronte alla tragedia dei migranti di Lampedusa, con centinaia di persone morte in mare: era il 2013, allora ero coordinatore delle squadre operative incaricate del loro recupero dopo il naufragio dell'imbarcazione libica. Comunque porto nel cuore anche tanti momenti belli tra cui due salvataggi, balzati agli onori della cronaca. Il primo risale a una sera di gennaio di una decina di anni fa: erano circa le 23.30 quando mi sono gettato nelle acque del Lago di Como per cercare di trasportare a riva un uomo che aveva tentato un gesto estremo; la mia è stata un'azione istintiva ma del tutto consapevole, sapevo di non poter perdere tempo. Il secondo, invece, mi riporta a Castelletto di Cuggiono, nel 2015: Michael, un ragazzino di 15 anni, era rimasto incastrato in un canale del Naviglio dopo un tuffo con gli amici, restando sott'acqua per ben 42 minuti; una volta arrivati sul posto in elicottero lo abbiamo estratto per affidarlo alle cure dei sanitari, e dopo un mese abbiamo saputo che si era risvegliato dal coma. Quasi un miracolo, per cui siamo stati anche convocati dal Papa in segno di ringraziamento: sono storie come queste che mi spingono a ripetere sempre alle "nuove leve" di crederci e non arrendersi mai, nemmeno quando sembra troppo tardi".




Luciano Fascendini e un collega con il giovane Michael, salvato a Castelletto di Cuggiono



Operativo dal cielo, da terra e dall'acqua, a testimonianza dell'estrema varietà delle sue esperienze Luciano Fascendini ricorda anche l'intervento del 2002 sul ghiacciaio del Belvedere, ai piedi del Monte Rosa, per "svuotare" il Lago Effimero di Macugnaga e impedire il ripetersi di una tragedia come quella del Vajont. "Ho affrontato attività molto diverse l'una dall'altra, ma sempre con lo stesso spirito di servizio" ha concluso l'ormai neo pensionato, che ha alle spalle anche 25 anni di impegno in ambito amministrativo tra Mandello, Abbadia e la Comunità Montana. "Sono orgoglioso di quanto sono riuscito a fare, nel mio piccolo. Ora è tempo di fermarsi, ma in fondo sarò sempre un Vigile del Fuoco, un sommozzatore".


La consegna dell'Onorificenza di Cavaliere, nel 2017

Pubblichiamo di seguito la lettera scritta da Luciano Fascendini per il suo "commiato" dal lavoro, indirizzata in particolare ai suoi colleghi del Corpo dei Vigili del Fuoco:
Buongiorno a tutti,
non è semplice trovare le parole per un passaggio così importante della propria vita.
Sono passati oltre 40 anni dal momento in cui ho messo piede in una caserma fin dal lontano 1980, anno in cui indossai per la prima volta l'elmo da intervento....
A dir la verità, sono nato in una caserma dei vigili del fuoco, in quel di Lomazzo della provincia di Como, come si dice in gergo figlio d'arte.
Ausiliario, permanente e poi la grande svolta…..sommozzatore VVF, una delle specializzazioni che hanno radici lontane 1952.
Ho avuto la fortuna di incontrare nel mio corso da sommozzatore persone che mi hanno forgiato e dato una impronta alla mia vita professionale.
Cav. Duilio Marcante padre della subacquea, Prof. Luigi Ferraro Medaglia d'Oro al Valor Militare, Ing. Gino Lo Basso Comandante VVF. Napoli e uno dei primi ufficiali sommozzatori, Ing. Giorgio Chimenti Comandante VVF. Genova e ufficiale sommozzatori, Geom. Vittorio Barilli Istruttore e Direttore dei corsi sommozzatori...pionieri della subacquea italiana a livello internazionale.
Ho ben impresso nella mia mente nella mia memoria questi lunghissimi anni, pieni di lavoro svolti con grande dedizione, passione e professionalità.
Ho sempre creduto nel lavoro che facevo e non mi davo mai per vinto anche nei momenti più difficili e tristi, questo è il messaggio che intendo lanciare in particolare alle nuove leve! credere nel lavoro più bello del mondo il vigile del fuoco.
Mi fa uno strano effetto e mi si stringe il cuore pensare che sono l'ultimo del XII corso sommozzatori che termina la sua carriera, sono orgoglioso di aver fatto parte di questa grande famiglia.
Dal 1 aprile sarò in pensione, questo mie righe che Vi giungono, intendono ringraziare e salutare tutti coloro i quali in questi anni mi hanno affiancato in questo lungo cammino.
Le pinne non le attacco al chiodo, continuerò ad amare la subacquea.
Auguro a tutti Voi buona fortuna.

Luciano
B.P.
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