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Scritto Martedì 30 marzo 2021 alle 19:26

Vercurago: coinvolto in una rissa con due suoi coetanei, un 29enne finisce a giudizio

Il Tribunale di Lecco
Se gli altri contendenti hanno scelto di definire la propria posizione attraverso un rito alternativo, il terzo protagonista della rissa scoppiata il 1°maggio 2018 presso il bar Boomerang di Vercurago, ha optato per il dibattimento, convinto probabilmente di poter dimostrare la propria estraneità ai fatti che gli vengono contestati.
Si è sottoposto ad esame questa mattina davanti al giudice in ruolo monocratico Martina Beggio, il 29enne D.P., imprenditore residente in Svizzera, rimasto coinvolto appunto in una ''scazzottata'' nel locale che si affaccia sul lago dove si era recato, una sera di tre anni fa, insieme ad un amico. Varcato l'ingresso e direttisi al bancone per prendere da bere, i due avevano incontrato una compagnia di coetanei. Fra loro anche un ragazzo con il quale sembra che da qualche tempo non corresse affatto buon sangue. ''Mi infastidiva con il suo modo di fare prepotente. Ero stanco e ho voluto chiarire la situazione'' ha detto l'imputato, spiegando di essersi poi avvicinato al tavolo dove il rivale si era accomodato con altre tre persone. ''Gli ho chiesto di chiarire, ma un suo amico si è messo in mezzo e poco dopo mi ha scagliato addosso un bicchiere''.
Da quel momento, secondo la versione riferita stamanti dal giovane, avrebbe preso il via una vera e propria aggressione ai suoi danni da parte degli altri due. ''Sono stato colpito da dietro, con pugni alla testa e poi trascinato per terra. Ricordo che il mio amico tentava di difendermi...io mi rendevo conto di essere circondato da tante persone ma non potevo reagire perchè venivo preso continuamente a calci'' ha aggiunto, spiegando di essersi fatto accompagnare in ospedale e nei giorni successivi in Questura per sporgere denuncia. Qualche giorno più tardi uno dei due ragazzi che lo avrebbero aggredito si sarebbe fatto sentire chiedendogli scusa, sia tramite telefono, sia di persona. Il 29enne ha negato infine, che alla base del litigio vi fossero questioni di gelosia dovute ad una ragazza. ''Quella compagnia aveva atteggiamenti sbagliati, e uno di loro mi provocava di continuo'' ha concluso.
Si torna in aula il 25 maggio per il completamento dell'istruttoria.
G.C.
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