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Scritto Venerdì 02 aprile 2021 alle 15:36

Maggianico: sotto l'effetto di sostanze litigano e se la prendono con le divise, arrestati

Sono comparsi nel primo pomeriggio di oggi davanti al giudice Giulia Barazzetta per la convalida dell’arresto: lui - P.S. classe 1988 - verrà giudicato per resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento e lesioni personali aggravate, lei - 26enne di origini peruviane - è accusata di evasione e resistenza a pubblico ufficiale.
La Polizia è stata chiamata ieri sera intorno alle 22 per un litigio fra i due fidanzati, alloggiati presso il centro d'accoglienza di Maggianico.
Il 33enne sarebbe apparso subito ostile nei confronti degli agenti, contro cui si sarebbe scagliato sferrando calci e causando ad uno di loro delle lesioni guaribili in 10 giorni, motivo per cui sarebbe stato accompagnato in Questura per l’identificazione. “Terroni di merda” fra gli epiteti usati dall’arrestato nei confronti dei poliziotti. Lungo il tragitto in volante avrebbe danneggiato il lunotto posteriore, scheggiando il vetro a pugni. Poi, condotto nella stanza dei fermati, avrebbe divelto due porte. Inevitabile, nottetempo, l’intervento della guardia medica per sedare l’uomo.
“Ho bevuto tutto il giorno. La sera avevo la mente annebbiata e mi sono arrabbiato con la Polizia, ma non è il mio carattere” ha confessato in aula il 33enne, disoccupato e residente ad Abbadia Lariana. “Mi sono già scusato stamattina e ricordo poco o niente di quello che ho fatto”.
Se invece la giovane che era con lui sulle prime si è mostrata per lo più sconvolta ed in preda alle lacrime in seguito al litigio, al momento di riferire i propri dati alla Polizia si sarebbe rifiutata di mostrare il permesso di soggiorno, dicendo di averlo perso ed iniziando ad inveire contro gli uomini in divisa. È stata quindi trasferita anch'ella in Questura, dove, in seguito alle opportune verifiche si è poi scoperto della misura cautelare degli arresti domiciliari cui la ragazza era sottoposta e che avrebbe violato più volte. Già lo scorso febbraio, per esempio, era comparsa in Tribunale in manette, chiamata a rispondere sempre di "evasione" proprio per aver lasciato la propria abitazione per raggiungere a Abbadia il compagno. “Vivevo con mio padre a La Valletta, dove dovrei scontare i domiciliari. Lui, però, non mi aiuta” ha spiegato al giudice la 26enne, scusandosi con gli operanti presenti in aula e dichiarando di non essere stata in sè perché sotto effetto di sostanze stupefacenti dal mattino di ieri. “Non ricordo nulla di quanto è successo”.
Il Vpo Mattia Mascaro ha chiesto per entrambi la convalida dell’arresto e la misura della custodia cautelare in carcere per la donna assistita dall'avvocato Manola Mazza e la presentazione alla polizia giudiziaria con cadenza quotidiana per l'uomo difeso dall'avvocato Davide Minervini.
Il giudice Giulia Barazzetta ha deciso per la convalida dell’arresto per entrambi applicando per lei gli arresti domiciliari, per lui l’obbligo di firma con una cadenza di 4 giorni alla settimana.
I difensori hanno quindi chiesto un termine a difesa per l’udienza fissata dal giudice al 23 aprile.
F.F.
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