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Scritto Venerdì 02 aprile 2021 alle 17:08

Mandello: nel Venerdì Santo l'ultimo saluto al brigadiere capo Roberto Mura

Ultimo saluto quest'oggi a Mandello a Roberto Mura, vinto da un grave problema di salute che se l'è portato via troppo velocemente, strappandolo così, a soli 54 anni, dall'affetto della moglie Roberta e della figlia Paola. Sono scattati sull'attenti i colleghi e amici dell'Arma alla lettura della preghiera del Carabiniere, per poi lasciare che le lacrime inumidissero i loro occhi all'uscita del feretro dalla piccola chiesa di San Lorenzo, resa ancor meno capiente dalla disposizioni in termini di contenimento del coronavirus.

Roberto Mura

E proprio alla Virgo fidelis, patrona del Corpo, monsignor Giuliano Zanotta, parroco del paese rivierasco, ha chiesto ai presenti di affidarsi in questo momento di dolore. "Maria - ha sostenuto nell'omelia rifacendosi alla lettura scelta per la liturgia - ci accompagna nel nostro cammino con le altre donne lì sotto la Croce di Gesù, presente fino all'ultimo nel passaggio della vita del Signore". Numerosi i colleghi, di ogni grado, tutt'ora in servizio o già in congedo, presenti alle esequie "capitanati" dal Comandante provinciale Igor Infante con il Comandante del Reparto operativo Claudio Arneodo.
La professione di Roberto, Brigadiere Capo in servizio da lungo tempo a Lecco, dopo una parentesi lavorativa trascorsa anche a Merate, è stata citata dal sacerdote anche in altro passaggio del proprio intervento, ricordando - sempre con riferimento al testo selezionato per il rito - come ogni cristiano sia un Alter Christus, nel proprio servizio, "soprattutto se uno lo fa con onestà, con amore, specie con compiti delicati e magari nascosti, non riconosciuti ma profondi, come quelli dell'Arma".

"Era uno dei migliori" aveva ammesso, raggiunto dalla notizia della scomparsa di Mura, Paolo Chiandotto, ex Comandante del Nucleo Operativo dei Carabinieri di Lecco, che lo ha avuto in "squadra" per lungo tempo. "Nel lavoro era molto preparato, serio e scrupoloso. Era brillante, sempre affidabile, tanto che ha preso parte a un numero incalcolabile di operazioni, anche di un certo spessore". Nel 2018 - con il maresciallo maggiore Daniele Spinello e il maresciallo Sara Francisca - aveva ricevuto l'encomio semplice per l'impegno profuso nella risoluzione del caso della pensionata torrebusina assassinata nella propria abitazione di Sogno. L'anno successivo il medesimo riconoscimento gli era stato attribuito - con altri colleghi - per l'acume dimostrato nell'individuare soggetti dediti a estorsioni. Un apprezzamento, quello guadagnato sul campo dal Brigadiere del Nucleo investigativo, dimostrato quest'oggi anche dalla presenza al funerale del dr. Paolo Del Grosso, in rappresentanza della Procura, seduto fianco a fianco tra colleghi divenuti nel tempo amici e immortalati chissà quante volte con quella macchina fotografica che, a ogni Festa dell'Arma, Mura aveva tra le mani catturando sguardi e gesti, come sulla scena del crimine focalizzava invece situazioni e dettagli.
"Roberto mancherà soprattutto ai suoi cari ma possono confidare, nella fede, nella vicinanza del Signore e della Madonna" la chiosa del don, al termine di una funzione ridimensionata dalla coincidenza con il Venerdì Santo.
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