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Scritto Venerdì 02 aprile 2021 alle 18:51

Dal rischio paralisi alla completa normalità: grazie alle nostre strutture sanitarie, Mandic, Manzoni e Croce Bianca


L'ospedale Manzoni di Lecco e il Mandic di Merate

Queste sono le vicende che anche noi vorremmo sempre poter raccontare. per dare la misura di come spesso nell'indifferenza o peggio dei vertici della sanità, donne e uomini in camice riescono a essere efficienti, efficaci e anche gentili. Grazie a loro e grazie al nostro lettore che giustamente ha voluto rendere pubblica la sua vicenda.
Questa è la sanità che vorremmo sempre.

Martedì 23 marzo
Ore 00.40
Spengo il televisore per andare a dormire, mi alzo dalla poltrona e mi trovo sul pavimento tradito dalla gamba sinistra, mi arrabatto per non so quanto tempo per riguadagnare la poltrona senza riuscirci. Rimango lì privo di forze fino all’arrivo di mia moglie, preoccupata nel non vedermi con lei nel silenzio della casa. Dopo aver tentato, senza successo, di risollevarmi, chiama nostro cognata che abita nell’altra scala del nostra fabbricato. Pochi minuti ed è con noi.
Si decide per il pronto soccorso
Ore 02, 40
il 112 ci manda un’ambulanza della Croce Bianca da Besana Brianza, 10/15 minuti per arrivare altrettanti per caricarmi e arrivare al PS dell’ospedale Mandic di Merate.
Ore 03 10 (circa)
Dopo una breve attesa, TAC e RX toracica e immediatamente mi caricano su un’ambulanza della Croce Bianca di Merate, chiamata subito dopo la TAC, e via di corsa verso il PS dell’ospedale Manzoni di lecco.
Ore 4. Circa
Arriviamo a al Manzoni, subito altra TAC, dopo una breve sosta in astanteria del PS, vengo portato in un reparto si medicina .
Ore 9.00/9.30
Arriva il medico chirurgo che mi prende in carico, intervista per conoscere le mie peculiarità (patologie in corso, allergie e altro ancora) mi chiede se preferisco l’anestesia totale o quella locale, gli chiedo di usare il metodo che gli dà più affidamento.
Ne prende atto, mi informa che alle 22.30 preanestesia e alle 6.00 del giorno dopo l’intervento ( o almeno mi è sembrato di capire così)
Ore 14.20
Con mia meraviglia, vengo portato in sala operatoria, lì trovo un gruppo di persone che sotto la mascherina potevano avere non più di 30/35 anni, allegri gioviali. Prima di cominciare l’intervento, mi ripropone ancora la domanda anestesia locale ? confermo quanto già detto poche ore prima.
Anestesia locale dunque, durante tutto l’intervento, l’allegria non è mai venuta meno, ogni tanto qualcuno di loro veniva sotto il paludamento di teli verdi in cui ero stato sepolto, per chiedermi come stava andando.
Il tutto mentre che stavano trapanando il mio cranio per asportare l’ematoma che si era formato a seguito di una caduta di qualche giorno prima.
Ore 16.30 circa
Torno in corsia completamente ristabilito, la mia gamba sinistra fa di nuovo quello che voglio io…….mi dico che 16 ore sono bastate per passare da una situazione di possibile paralisi permanente per il resto dei miei giorni, al ritorno alla normalità di tutti i giorni. Se non l’avessi vissuto non ci avrei mai creduto.
Il tutto condito da cortesia, gentilezza, disponibilità a livelli industriali da parte di tutti coloro che hanno concorso al recupero della mia salute. Questa è la sanità che vorremmo sempre.
Il mio ringraziamento va alla Croce Bianca di Besana Brianza, al PS dell’ospedale S. Leopoldo Mandic di Merate, alla Croce Bianca di Merate, al PS dell’ospedale Manzoni di Lecco, a tutto il personale del reparto di Chirurgia 4, e all’equipe della sala operatoria del reparto di Neurologia Sperimentale e ultimi ma non ultimi Roberto e Ornella.
Remo Bariviera
Co-fondatore e primo presidente
dell’ Associazione di Volontariato Lomagna Amica

Lomagna, 2 aprile 2021
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