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Scritto Martedì 06 aprile 2021 alle 12:09

Amarcord, maggio 1971: il record delle 24 ore di gran fondo di Andrea Invernizzi

Il giorno più lungo del compianto Andrea Invernizzi (classe 1934) è stato quel 9 maggio 1971 quando migliaia di persone lo avevano sostenuto calorosamente nella 24 ore di gran fondo sulla pista del centro comunale del Bione, in quartiere Pescarenico, inaugurato cinque anni prima dal Comune di Lecco con il sindaco Alessandro Rusconi. Battuto il record di percorrenza, dopo 24 ore Invernizzi entrava nel Guinnes dei primati con 203 chilometri e 373 metri. Indossava allora la maglia dell’Atletica Riccardi di Milano, dove era stato portato dal lecchese Enrico Demaldè, mezzofondista azzurro della Nazionale, più volte, per la prova dei 1.500 metri.


Andrea Invernizzi subito dopo il record delle 24 ore e la pista del Bione

Le doti di Andrea si erano manifestate ad una certa età: podista, di fondo, di fibra eccezionale, forte, robusta, di carattere deciso che non arretrava di fronte alla fatica, e che fatica… Ai lecchesi era divenuto popolare negli anni '60 e '70 per quel suo macinare quotidiano, instancabile, chilometri, per le vie del centro e della periferia, prima e dopo la faticosa giornata del “tirabagia”.
Si era imposto in edizioni della Torino-Saint Vincent, 100 chilometri di fondo, e maturò allora il progetto del primato, del tentativo mondiale per le 24 ore. I lecchesi fecero corona ad Andrea, con un giorno e una notte di tifo, di partecipazione popolare intorno alla pista del Bione. Verso le 2, quando la fatica si faceva pesantemente sentire dopo le prime 12 ore di prova e le palpebre accennavano a qualche “calata”, i presenti intonarono cori e canzoni per far rimanere sveglio ed impegnato Invernizzi. Il record giunse a premiare tanta generosa e silenziosa fatica.


Invernizzi (al centro) festeggiato presso il Big Bar con l'intervento del vice sindaco Emilio Sangregorio (a sinistra)

Andrea Invernizzi è stato un cavaliere della strada con “i cavalli di San Francesco”, dello sport più genuino ed olimpico. La sera del record, in quel maggio lontano di ormai 50 anni fa, venne subito festeggiato da amici e conoscenti presso il convegno parrocchiale del quartiere Acquate dove era solito passare momenti del tempo libero. Venne poi complimentato con apposita serata dal gruppo sportivo del Big Bar, presso l’omonimo locale ora chiamato Bar Diaz, nelle vicinanze del municipio di Lecco. Intervenne l’allora vice sindaco Emilio Sangregorio, che portò le congratulazioni della civica amministrazione e di tutta la cittadinanza per l’impresa straordinaria compiuta.


Invernizzi durante la premiazione con sportivi del Big Bar

Andrea Invernizzi si diede poi anche alla maratona, con risultati eccellenti, considerando che ormai viaggiava verso i 40 anni. Una dolorosa malattia ha minato il suo fisico forte, ha spento i battiti del suo cuore generoso, a soli 56 anni, nell’aprile 1991. Il ricordo di quella primavera sulla pista al Bione di Lecco, con il record mondiale delle 24 ore di fondo, lo ha sicuramente accompagnato e sorretto nelle memorie degli ultimi giorni.
A.B.
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