Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 119.628.541
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 20/04/2021
Merate: 27 µg/mc
Lecco: v. Amendoa: 16 µg/mc
Lecco: v. Sora: 16 µg/mc
Valmadrera: 18 µg/mc
Scritto Mercoledì 07 aprile 2021 alle 17:35

Crac Grisori: Marinaro e Meoli di nuovo a giudizio per bancarotta

Il tribunale di Lecco
Il 30 ottobre scorso entrambi "ne erano usciti bene". A distanza di meno di un anno, finiranno però ancora a processo, sempre per il crac della medesima società. Nel pomeriggio odierno, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Lecco Nora Lisa Passoni, ha rinviato nuovamente a giudizio Giovanni Marinaro (assistito dall'avvocato Ilaria Guglielmana) e Matteo Meoli (difeso dall'avvocato Massimo Colaianni) quali supposti amministratori di fatto della Grisori Company Srl, impresa con sede in città, attiva, fino al 2012, nel settore delle imbiancature.
Al centro del primo processo vi era la presunta distruzione delle scritture contabili, allo scopo di non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio societario. Marinano - già noto alle cronache per passate condanne, da ultimo i quattro anni rimediati all'esito del processo "Insubria", messi in continuazione la sentenza pronunciata a suo carico nell'ambito della celeberrima operazione antimafia Wall Street - era stato assolto. Meoli aveva ottenuto la derubricazione del reato a lui ascritto in bancarotta semplice con contestuale dichiarazione di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione.
Questa volta, invece, sotto la lente della magistratura sono finite presunte distrazioni dai conti societari per un totale di circa 220 mila nel periodo intercorso tra il 6 novembre 2019 e il fallimento della Grisori. Bancarotta fraudolenta, dunque, di nuovo, il reato a cui dovranno rispondere con udienza calendarizzata per il prossimo 15 luglio.
Già decretato invece dalla dottoressa Passoni - nell'inusuale veste di GUP - il non luogo a procedere in riferimento al secondo capo d'imputazione ovvero le omesse dichiarazioni ai sensi dell'articolo 5 della legge fiscale che punisce chi "al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, non presenta, essendovi obbligato, una delle dichiarazioni annuali relative a dette imposte". Impossibile, secondo il giudice, ricostruire in assenza delle scritture contabili l'eventuale risparmio d'imposta di cui la società avrebbe beneficiato illecitamente.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco