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Scritto Mercoledì 07 aprile 2021 alle 18:31

Lecco: aggressione sul bus, straniero e 2 guardie dal giudice. Ma la pistola non c'era

L'udienza è stata rinviata al prossimo 5 maggio per consentire alle parti di arrivare a un accordo, quantomeno in relazione alle ipotesi di reato procedibili a querela. E' approdata in Tribunale, al cospetto del GUP Paolo Salvatore, la vicenda della presunta aggressione avvenuta il 9 ottobre 2019 su di un bus cittadino. In attesa di conoscere il loro destino giudiziario ci sono da una parte due controllori della società esterna affidataria del servizio per conto di Linee Lecco e dall'altra un cittadino senegalese. Proprio quest'ultimo, stando alla ricostruzione giornalistica dell'accaduto, quel pomeriggio sarebbe stato pizzicato sul pullman di spola tra Rancio e Germanedo, lungo la linea 8, senza il biglietto o comunque con il titolo di viaggio mal obliterato. Alla fermata di piazza Manzoni sarebbe dunque stato invitato a scendere dal mezzo, con la richiesta che avrebbe originato un vero e proprio parapiglia culminato con due referti medici. Ad avere la peggio, con sette giorni di prognosi, una delle due divise – 39 anni – colpita con un pugno in faccia. Tre invece i giorni di prognosi attribuiti in ospedale anche allo straniero che sarebbe stato letteralmente accompagnato di forza fuori dal bus, all'esito della colluttazione. Espletate le indagini sull'accaduto, sentiti i testimoni presenti sul pullman, il sostituto procuratore Paolo Del Grosso ha formulato le accuse di lesioni personali e violenza privata in carico ai due vigilanti (con la seconda ipotesi di reato procedibile d'ufficio) chiedendo invece il rinvio a giudizio del senegalese non solo per lesioni a sua volta ma anche per calunnia. Non vi sarebbe infatti alcun riscontro in riferimento agli epiteti di natura razzista che, a suo dire, le guardia avrebbero proferito nei suoi confronti come neppure circa l'utilizzo da parte di uno dei due controllori di una pistola, puntatagli all'addome per rendere più incisiva la richiesta di lasciare il mezzo. Il prossimo mese il ritorno in Aula.
A.M.
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