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Scritto Sabato 10 aprile 2021 alle 15:08

Il dramma del traghetto Moby Prince e i 'risvolti' lecchesi

Vincenzo Varagona
Passano anche da Lecco le tragiche memorie del traghetto Moby Prince che nella notte tra il 10 e l’11 aprile 1991, trent’anni or sono, ebbe una collisione fatale, appena al largo del porto di Livorno, con la petroliera Agip Abruzzo. Il traghetto era salpato alla volta della Sardegna, diretto ad Olbia. Nel rogo innescato dal terribile scontro morirono 140 delle 141 persone che erano a bordo, tra equipaggio e passeggeri. Si salvò solo un giovane mozzo di 23 anni, Alessio Bertrand. E’ stata la più grave tragedia della marineria civile italiana, sinora rimasta senza colpevoli e che ancora presenta misteri ed interrogativi inquietanti.
C’è da segnalare a tale proposito l’uscita di un nuovo libro sulla Moby Prince, dovuto al giornalista Vincenzo Varagona, grazie all’editore Luca Bartoli. Varagona, attualmente vice capo redattore del TG RAI presso la sede regionale di Ancona, giornalista collaboratore con Avvenire e Famiglia Cristiana, è nato a Lecco nel 1960.
Nel drammatico incidente avvenuto nella rada del porto di Livorno, la notte del 10 aprile, c’era il lecchese di adozione Carlo Ferrini, originario della Valtellina, del Comune di Chiuro, dove abitava, al momento della tragedia, ancora la mamma. Ferrini aveva operato, sino a pochi mesi prima, presso la CRL di Chicco Riva, agenzia di impianti televisivi, con sede all’ultimo piano del palazzone di via Caduti Lecchesi a Fossoli, in zona Caleotto, dove sono stati funzionanti sino alla fine del 1992 gli studi di TSL, confluita poi in Unica, ora Lecco e Sondrio.
Carlo Ferrini, che aveva 32 anni, aveva preso il traghetto a Livorno diretto in Sardegna, dove era chiamato presso un importante centro turistico per allestire un circuito interno video-televisivo, in vista della prossima stagione turistica. Carlo aveva già stabilito il suo matrimonio poche settimane dopo con Luisella Scheggia, residente a Calolziocorte, annunciatrice di TSL ed impegnata in segreteria. I sogni ed i programmi del matrimonio fra Carlo e Luisella vennero terribilmente distrutti dalla tragedia del traghetto investito da fuoco infernale, che non lasciò scampo a quelli che si trovavano a bordo.
    Il libro appena uscito di Vincenzo Varagona ricorda anche alcuni nodi irrisolti intorno alla terribile tragedia. Vi furono polemiche sui ritardi dei soccorsi divenuti operativi non al primo allarme dopo la collisione. Vi è stata una commissione d’inchiesta del Senato, con un dossier di quasi 500 pagine.
    La vicenda del Moby Prince, come scrive Vincenzo Varagona nel nuovo libro, è uno dei casi più scabrosi della cronaca italiana degli ultimi decenni. Raggiunto telefonicamente nella sede RAI di Ancona, il giornalista Varagona conferma “Sì, sono proprio nato a Lecco, alla clinica Mangioni presso il Ponte Nuovo sull’Adda. La famiglia, siciliana di Marsala, si trasferì a Lecco perché il mio genitore era un ingegnere delle Ferrovie dello Stato e fu chiamato ad operare in tale territorio lombardo. Ricordo che abitavo sul lungolago Cadorna, in bellissima posizione panoramica, sul ramo lecchese del Lario. Nel 1964 il papà venne trasferito alle ferrovie di Ancora ed io ho seguito, naturalmente, la famiglia. Ho ricordi cari della città di Lecco e della sua gente. Sono tornato a Lecco l’ultima volta nel 1981 per partecipare ad un meeting della stampa cattolica, promosso dal settimanale il Resegone, presso l’Hotel Croce di Malta. Chissà che non possa tornare a rivedere una città che si lega al ricordo dei genitori e della mia numerosa famiglia di cinque figli”.
A.B.
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