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Scritto Venerdì 30 aprile 2021 alle 08:40

Lecco: in mostra disegni e parole al servizio degli scalatori. Inaugurata 'Raccontare le vie'

“Raccontare le vie. Disegni e parole al servizio degli scalatori”: inaugurata la mostra che apre ufficialmente la decima edizione di “Monti sorgenti” organizzata dal Cai di Lecco, dalla Fondazione Cassin e dal gruppo “Ragni” con l’appoggio istituzionale di Comune e Sistema museale lecchese. Allestita nelle sale della Torre Viscontea è aperta al pubblico da oggi fino al 23 maggio (orari: giovedì dalle 10 alle 13; venerdì, sabato e domenica dalle 14 alle 18; ingresso libero).

La mostra, curata da Alberto Benini e Pietro Corti con la collaborazione grafica di Marta Cassin, concentra l’attenzione sulle guide di carta che nel corso del tempo sono state realizzate dagli stessi scalatori per raccontare e descrivere il percorso delle vie alpinistiche. Un patrimonio sterminato, indubbiamente ed è stato così scelto di focalizzare l’attenzione su tre percorsi delle Grigne. Sulla Cresta Segantini le cui descrizioni risalgono all’inizio del Novecento. Sul Sigaro, una delle guglie più frequentate delle Grigne e che rappresentò un passo avanti non tanto tecnico quanto psicologico – come spiega lo stesso Benini – considerato che fino ad allora si arrampicava lungo pareti che prevedevano fessure e cenge in grado di offrire riparo e sicurezza mentre in questo caso era arrampicata tutta esposta; chicca dell’esposizione, la fotografia della prima ascensione effettuata l’8 agosto del 1915 da personaggi del calibro di Eugenio Fasana, Erminio Dones e Angelo Vassalli. Infine, il Pilastro Rosso, una parete al di sopra dell’Orsa Maggiore “inventata” negli anni Ottanta del secolo scorso.

Alberto Benini

Pietro Corti

 I pannelli riproducono le pagine delle guide che si sono susseguite nel corso del tempo, dalle prime molto artigianali quando non era possibile un corredo fotografico ed era quindi necessario ricorrere ai disegni (ma a volte nemmeno quelli) alcune volte buttati già alla bell’e meglio e altre volte più professionali.
E’ uno spaccato di storia dell’alpinismo, di particolare significato storico considerata una particolare tradizione tutta lecchese per la quale le vette si scalavano e punto, non era mica il caso di star lì a buttar giù schizzi o quant’altro. Quelle cose lì le facevano i milanesi. Poi, col tempo, anche i lecchesi si sono adeguati. E uno come Pietro Corti – tra i curatori della mostra – è considerato uno dei migliori.
«E siamo orgogliosi di questa mostra – ha detto ancora Benini – Seppure nel nostro piccolo, che sappia è la prima mostra di questo genere in Italia».

La rassegna, come detto, inaugura “Monti sorgenti”, il ciclo di appuntamenti primaverili dedicato alla montagna. Saltato l’anno scorso per via del covid, gli organizzatori hanno deciso, a fronte delle perduranti incertezze per l’emergenza sanitaria, di abbinare appuntamento on line ad altri in presenza. Così da poter garantire comunque l’effettuazione della decima edizione. E’ l’occasione, per esempio, per programmare on line alcuni dei film dell’archivio del Cai. Lo hanno spiegato Alberto Pirovano ed Emilio Aldeghi del Cai Lecco, nel corso dell’inaugurazione ufficiale tenutasi a Palazzo delle paure – con la direttrice museale Barbara Cattaneo a fare gli onori di casa - sostanzialmente a porte chiuse e trasmessa su youtube (https://www.youtube.com/watch?v=UzFyXmVFFCE).

Intervenuti anche il sindaco Mauro Gattinoni e la vicesindaco e assessore alla Cultura Simona Piazza, i quali hanno ricordato la particolare attenzione dell’amministrazione comunale verso il turismo di montagna (non di massa, ma culturale e rispettoso) e rin graziando il Cai («la cui iniziativa spiega perché certe cosa accadano proprio qui») e della volontà di portare la montagna vicino ai cittadini.

Perché – la conclusione – è bello ripartire dalla montagna: la montagna è Lecco e Lecco senza montagne non sarebbe quello che è.
D.C.
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