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Scritto Domenica 02 maggio 2021 alle 09:13

Raccolti oltre 8.000 € nel ricordo di Marco. Tre defibrillatori destinati a realtà lecchesi

Giò, la sua compagna, lo aveva detto subito: con la cifra incamerata si potrà realizzare qualcosa in più rispetto al progetto per il quale la raccolta fondi è stata lanciata. E cosi sarà. Perché la generosità nel ricordo del suo Marco è stata davvero tanta. Forse non inaspettata, vista la naturale simpatia e la capacità di aggregare di “Pescegatto”. Ma comunque davvero sorprendente e “lenitiva” nell'immediatezza di una scomparsa così improvvisa e difficile da metabolizzare.

Marco Pietro Rossi

Marco Pietro Rossi aveva 34 anni. La sua vita si è spenta in fase di atterraggio dopo l'ennesimo volo nei cieli di Cremona, sede del “suo” Sky Team. Era un paracadutista esperto, con all'attivo migliaia di lanci. Quello del 30 gennaio di quest'anno si è chiuso in tragedia. Oltre 8.000 euro la cifra raccolta attraverso la sottoscrizione fortemente voluta da mamma Paola, con l'intento, iniziale, di dotare la realtà del Migliaro di un nuovo DAE. “Un risultato incredibile e che dà la possibilità di allargare l'investimento anche con altri defibrillatori” spiega oggi Giò, rendendo note la decisioni prese, in ottica di trasparenza e rispetto rispetto a chi ha sostenuto la raccolta. “Oltre a quello di Cremona si era pensato inizialmente di coinvolgere altri centri che Marco frequentava per la sua attività da atleta paracadutista. Abbiamo preso atto però che, il dispositivo, essendo obbligatorio a norma di legge presso le associazioni e le società sportive dilettantistiche dal 2017, è già presente ovunque. Dovendo investire il denaro raccolto nell’ambito dei defibrillatori e cercando di farlo legandoli alla storia personale di Marco la scelta è caduta dunque sul Gruppo AnpdI di Lecco, l'associazione paracadutisti locale con cui negli anni ha condiviso molte delle sue esperienze nell'ambito dei salti e della formazione. I membri del Gruppo sono stati parte fondamentale anche nel sostenere la famiglia e nel dare un aiuto concreto nei primi giorni successivi alla tragedia. Sono un gruppo di persone speciali e Marco gli era veramente affezionato”.

Con la mamma e sotto con Giò

Ma non solo. La famiglia di Pescegatto ha scelto di dimostrare riconoscenza anche ad altre due realtà, sempre legate al territorio dove il 34enne è cresciuto. Il primo luogo per lui speciale selezionato è la Beneri di Valmadrera. Lì Marco lavorava e lì era stato addestrato come addetto al primo soccorso.  “Senza contare come lo hanno sempre trattato e le soddisfazioni che in quell’azienda ha maturato” aggiunge Giò.
Il ricordo di “Ines” - altro soprannome dato al 34enne dagli amici dei salti – si concretizzerà poi anche in vetta al Cornizzolo, alla scuola di parapendio gestita dall'associazione Scurbatt.
“E' dove Marco aveva fatto il corso di parapendio. Oltre ad aver trovato grande accoglienza ed anche qualche occhio di riguardo, era un posto in cui è sempre stato bene e dove tornava quando aveva del tempo libero. Non aver potuto proseguire il suo percorso di volo in parapendio è stata una mera scelta finanziaria e di responsabilità. Volare in parapendio è qualcosa di molto complesso e necessita di un impegno che Marco ancora non era in grado di gestire visto il poco tempo libero. Siamo vicini al Gruppo in questi giorni per la perdita grave di un loro pilota istruttore Gigi De Marchi, una persona favolosa e di grande cuore” aggiungono ancora dalla famiglia, a motivare anche questa scelta, approvata ieri dalla riunione dei soci del centro di Cremona, che ha gentilmente concesso l'uso del proprio conto corrente quale appoggio per le donazioni. Definito il tutto, ora si potrà dare seguito agli acquisti.

Già prevista altresì anche una parte formativa, per istruire personale di ognuna delle realtà selezionate, all'uso del DAE. “Per questa parte abbiamo proposto di collaborare con l'associazione 60mila vite (http://www.sessantamilavite.it/) che si occupa di raccogliere fondi per la diffusione sul territorio di defibrillatori e uno degli strumenti che utilizza per farlo è proprio quello dei corsi che vengono tenuti da medici volontari per conseguire l'attestato di operatore BLDS rilasciato da AREU Lombardia con validità nazionale”.
Il grande cuore di Marco, continuerà così a battere nel solo nel ricordo di quanti gli hanno voluto bene ma anche nei gesti – che si spera non dovranno mai essere messi in atto – appresi da uomini e donne del suo “mondo”, per salvare vite in momenti concitati, dove avere lo strumento e saperlo usare diventano essenziali.
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