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Scritto Lunedì 03 maggio 2021 alle 09:05

Anche una delegazione lecchese al presidio antifascista di Dongo

Anche una delegazione lecchese di una trentina di persone ha risposto all’appello del Circolo Anpi di Dongo e dell’Anpi provinciale di Como, raggiungendo ieri mattina il presidio antifascista organizzato in piazza Giulio Paracchini a Dongo. Come ogni anno infatti è stata autorizzata la manifestazione promossa dalla “Associazione culturale” Mario Nicollini: un’occasione per i nostalgici del regime fascista per ritrovarsi sulla riva del lago e ricordare, con la “cerimonia del presente” e il saluto romano, l’arresto di Benito Mussolini, Clara Petacci e i gerarchi in fuga verso la Svizzera.




Per protestare contro questa manifestazione, in spregio alla Costituzione e in contrasto con le leggi Scelba e Mancino, oltre duecento persone si sono date appuntamento nella piazza centrale a poche decine di metri dalle teste rasate, separate da transenne e da cordoni di Polizia in assetto antisommossa. Da un lato le braccia tese a inneggiare i gerarchi del regime fucilati nel 1945, dall’altro bandiere rosse, tricolori e i canti della tradizione antifascista.




“Esserci era importante, resistere è obbligatorio. Anche oggi, difesi dallo Stato, i fascisti hanno potuto sfoggiare i loro simboli. Vergogna” ha commentato Tino Magni, coordinatore di Con la Sinistra Cambia Lecco. “Ci uniamo nel denunciare la passività delle istituzioni democratiche che continuano, in una logica di pacificazione, a garantire spazi, copertura e visibilità ai fascisti vecchi e nuovi - hanno aggiunto gli esponenti del Circolo Arci Spazio Condiviso di Calolziocorte -. Come accade già da diversi anni, non solo è stato concesso l'utilizzo di un luogo pubblico, ma nel momento in cui è stato esibito il "saluto romano", in chiara violazione delle norme, nessuna delle autorità presenti è intervenuta".




"L'amarezza di fine giornata - hanno concluso - fa da contraltare all'energia dell'essere tornati a vivere le piazze periferiche come luoghi di democrazia, dove è ancora possibile esercitare pratiche antifasciste in contrapposizione a chi semina odio e favorisce gli interessi di pochi”.
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