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Scritto Lunedì 03 maggio 2021 alle 14:38

Vercurago: crescono i no alla donazione degli organi. L'AIDO è a corto di 'entrate'

Il presidente Angelo Angioletti
Si è tenuta a distanza, nella serata di venerdì 30 aprile, l’assemblea del gruppo AIDO di Vercurago. Presente all’incontro a nome del comitato provinciale anche Simone Beretta: “Sono entrato da poco nel mondo AIDO ma fin da subito ne sono rimasto molto contento. Nel gruppo regionale stiamo elaborando nuove strategie affinché l’AIDO riesca a raggiungere tutte le persone, di qualsiasi età. L’obiettivo è quello di estendere il più possibile la cultura della donazione applicando nuovi mezzi e strumenti”.
A prendere la parola è stato il presidente Angelo Angioletti: “Nel 2020 siamo riusciti a parlare ai ragazzi delle scuole elementari e medie con l’aiuto del rappresentante del gruppo provinciale e grazie alla testimonianza di una persona trapiantata di cuore. Questo è stato l’unico evento perché, come si può facilmente immaginare, a causa della pandemia non abbiamo potuto incontrarci e organizzare altro. Inoltre purtroppo dobbiamo constatare che le dichiarazioni di volontà alla donazione tramite carta d’identità non proseguono come ci saremmo aspettati e si sta notando un aumento dei no. Neanche il nostro comune fa eccezione: infatti a giugno 2020 i si erano 67,9% contro i 32,1% dei no, mentre ad oggi i sì sono scesi a 67,1% e c’è stato un piccolo aumento dei no a 32,9 %. La nota positiva dall’altra parte è che la nostra provincia su 107 si pone al ventottesimo posto per quanto riguarda la volontà di donazione”.
Come più volte sottolineato durante l’assemblea, il non poter organizzare eventi ha annullato la possibilità di raccogliere fondi: “Per mantenere vivo il gruppo dobbiamo avere delle entrate perché altrimenti saremo costretti a chiudere dopo 48 anni di attività”, ha specificato il presidente. È proprio per questo che durante la serata si è cercato di ipotizzare qualche futuro programma come incontri e banchi vendita di alcuni prodotti, eventi però che a causa dell’emergenza sanitaria conservano ancora “molti se e ma” che si spera presto possano diventare certezze.
V.P.
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