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Scritto Lunedì 03 maggio 2021 alle 17:16

Lecco, a San Giovanni l'ultimo saluto a Padre Roberto Donghi, missionario del PIME: 'Sei stato coltivatore di relazioni, vero costruttore di pace'

"Sei stato guida di montagna, esploratore e coltivatore coraggioso di relazioni, vicine e lontane. Operaio non specializzato forse, ma grande progettista, vero costruttore di pace. Pellegrino lento e instancabile, ma anche pericoloso pilota di fuoristrada". È con queste parole che nel pomeriggio odierno gli amici dell'Associazione Tagme hanno dato il loro ultimo saluto a Padre Roberto Donghi, missionario del PIME venuto a mancare nei giorni scorsi a seguito di una tremenda malattia. Avrebbe compiuto 49 anni proprio quest'oggi, 3 maggio, giorno in cui la "sua" comunità di San Giovanni, dove è nato e cresciuto prima di partire per la Guinea Bissau, lo ha affidato al Cielo per una nuova esistenza, dopo che in quella terrena "ha lasciato tanti grappoli di amore, tanta vita".


Padre Roberto Donghi



"Credo che per Padre Roby siano davvero appropriate le parole ascoltate nel brano di Vangelo, in cui Gesù consegna il mandato ai suoi discepoli" ha affermato durante l'omelia Padre Davide Simionato, che con il sacerdote lecchese ha condiviso quasi un decennio in Africa. "Quanto può dire l'esempio, più che le parole, quanto è importante testimoniare con i gesti, mangiando e lavorando come un servo. Ricordo che tre anni fa, quando stavo per lasciare la missione, Padre Roberto mi ha lasciato una lettera: quella è stata l'ultima occasione in cui l'ho visto, e non nascondo di sentire un certo rimpianto. In quello scritto mi diceva di essere sinceramente contento del cammino realizzato insieme a vantaggio della comunità locale, nonostante le nostre differenze: io, del resto, mi occupavo più della catechesi, mentre lui era un uomo "d'azione", io ero una persona diurna, lui un notturno, che amava trattenersi fino a tarda sera con i suoi ragazzi. Insieme abbiamo riempito un puzzle stupendo, per amore della gente affidataci da Dio: abbiamo condiviso idee e progetti stabili e duraturi, anche di fronte alla società civile, in un certo senso completandoci l'uno con l'altro".



"Lui era davvero stimato e apprezzato da tutta la comunità, aveva quella pazienza che a me mancava, uno stile dialogico nell'affrontare temi e impegni acquisito nell'ascolto delle famiglie, delle persone: è proprio questo, in fondo, il compito di un missionario, donare il proprio tempo. Padre Roberto lo ha fatto, lasciando dietro di sè tanti grappoli di amore, tanta vita" ha concluso Padre Davide.



Numerosissimi i famigliari, gli amici e i semplici conoscenti che hanno voluto radunarsi nella Chiesa di San Giovanni - e sul sagrato - per la cerimonia funebre, presieduta dal Superiore generale del PIME Padre Ferruccio Brambillasca, affiancato da diversi altri sacerdoti del territorio. "Ogni anno, alla Sagra di fine estate, ci raccontavi la tua missione, le tue esperienze lì dove la vita è davvero difficile" hanno commentato, al termine delle esequie, i volontari del GIMS. "Nonostante i problemi riuscivi sempre a trasmettere grande positività, mancherai tanto alla tua missione e a noi che qui ti abbiamo visto crescere. Sei stato chiamato troppo presto dal Cielo, forse perchè lì avrai più forza per aiutare gli altri. Grazie Padre Roby!".



Commosso, come anticipato, anche il pensiero di commiato dell'Associazione Tagme, che a lungo lo ha sostenuto nella sua opera e che già questo venerdì proporrà uno dei momenti di preghiera programmati per il mese di maggio, ai quali avrebbe dovuto partecipare anche lo stesso missionario. "Volevamo chiedere di farti guarire, ma i miracoli non si possono commissionare" hanno detto i componenti del gruppo, assicurando a Padre Roby che le sue riflessioni saranno al centro dei loro prossimi incontri, "in presenza" come stabilito insieme a lui.



"Sei stato guida di montagna, esploratore e coltivatore coraggioso di relazioni, vicine e lontane. Operaio non specializzato forse, ma grande progettista, vero costruttore di pace. Pellegrino lento e instancabile ma anche pericoloso pilota di fuoristrada. Silenzioso, forte e paziente, profondissimo ma anche spirito gioioso" sono state le parole dei volontari di Tagme. "Il tuo pensiero era sincero, spesso spiazzante, necessario per farci interrogare su noi stessi. Ci hai davvero voluto bene punzecchiandoci sempre. A volte ci lamentavamo di ricevere poche notizie, poi però arrivavi e ci hai sempre insegnato qualcosa. La tua coerenza dava vero spessore alle tue idee. Bellissimo poi quell'intercalare "m'beh" portato a casa dall'Africa, raccontava la tua semplicità. "Come si può fare quella tal cosa? M'beh, non so, parliamone, si trova il modo e la si fa. Ma se non si può fare? Allora m'beh... ripensiamoci, magari siamo noi a dover cambiare." Non ti sei mai risparmiato, quasi a piedi scalzi, umile, tra la gente. Come una torcia hai regalato energia, ascolto, preghiera, lavoro, a tutti noi e alla missione. Sei tornato a casa troppo presto, senza più forze. E ancora una volta sei stato tu a spiegarci che si può riuscire a sorridere anche quando ti senti come una pecora stanca, sulle spalle del Pastore. Una fede disarmante, davvero. Ci hai accompagnati nel crescere e Tagme è nata perché ci hai donato la tua amicizia. Grazie perché ci hai permesso di "partire" in missione insieme a te, siamo diventati "missionari" qui a Lecco cercando di portare un po’ di noi in Guinea Bissau "dandoci da fare", finendo per sentirla un po’ anche “nostra” questa terra che abbiamo imparato a conoscere con gli occhi, le parole e il cuore di un amico. Siamo stati fortunati ad averti conosciuto e averti fatto benedire i nostri figli. Resterai nel cuore di tutti noi, con il tuo sorriso, i tuoi sandali, le troppe sigarette. E la birretta, fondamentale per essere in pace col mondo e parlare dei progetti futuri. E proprio così ci ritroveremo per continuare a costruire mattone su mattone quella casa sulla roccia che unisce noi e la Guinea".



Sulle note di un brano giunto a San Giovanni direttamente dall'Africa, al termine della celebrazione il feretro di Padre Roberto è stato accompagnato all'esterno della Chiesa per essere accompagnato alla sepoltura, con la certezza che - per riprendere le parole dello stesso sacerdote - "ogni distacco ci richiama alla grande pietà che dobbiamo nutrire, nella preghiera, gli uni per gli altri".
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B.P.
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