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Scritto Lunedì 03 maggio 2021 alle 18:54

Lecco: assalto ad un treno, un anno e un mese ad un ragazzo

È stato condannato ad un anno e un mese di reclusione e al risarcimento di due parti civili un cittadino classe 1993 originario del Senegal, in Italia da cinque anni, residente attualmente a Maggianico che il 1 luglio del 2018 si sarebbe reso, insieme ad altri soggetti, protagonista di un parapiglia in stazione a Lecco che ha visto un convoglio “preso d’assalto”. Pare infatti che nel tardo pomeriggio di quel giorno, poco prima che il treno diretto a Milano Porta Garibaldi partisse, il personale di servizio abbia udito dei vetri in frantumi, raggiungendo la carrozza presa di mira da un gruppo di giovani. Nel tentativo di fare scendere i ragazzi sprovvisti di biglietto, in un momento di tensione l’imputato avrebbe sferrato un pugno nell’addome al capotreno. Per questi motivi il 28enne senegalese è stato accusato di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni e interruzione di pubblico servizio.
Nell’udienza odierna è stato escusso un agente Polfer come ultimo testimone della pubblica accusa, oggi rappresentata dal Vpo Mattia Mascaro: l’operante ha raccontato come le immagini delle telecamere di sorveglianza abbiano portato al riconoscimento dell’imputato quale aggressore del capotreno. A tradirlo sono stati i vestiti indossati la sera del 1 luglio perchè, cinque giorni più tardi, il ragazzo si è presentato nuovamente in stazione con lo stesso vestiario ed è stato quindi fermato. Prima di dichiarare chiusa l’istruttoria, il giovane -assistito dall’avvocato Sonia Bova- si è sottoposto ad esame, nel corso del quale ha dichiarato più volte la sua estraneità ai fatti.
Il Vpo Mattia Mascaro ha chiesto la condanna del giovane a 2 anni di reclusione in continuazione senza il riconoscimento delle attenuanti generiche per non aver ammesso il fatto e sulla stessa linea si sono espresse le parti civili. In particolare l’avvocato Vittorio Tusa per Trenord ha chiesto una provvisionale di 1.000 euro per il danno provocato dall’interruzione del servizio ferroviario, in quanto quel convoglio in partenza da Lecco avrebbe dovuto effettuare anche il viaggio di ritorno, accumulato quindi un duplice ritardo. Di diverso avviso è stata l’avvocato Bova che si è battuta per l’assoluzione del suo assistito: secondo il legale infatti non sarebbe stata raggiunta la prova che il ragazzo abbia commesso il fatto.
Il giudice Giulia Barazzetta ha così condannato il 28enne a un anno e un mese di reclusione oltre al risarcimento di 600 euro nei confronti di Trenord e 500 euro nei confronti del capotreno.
B.F.
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