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Scritto Mercoledì 12 maggio 2021 alle 14:30

In viaggio a tempo indeterminato/178: scopriamo una miniera d'argento

I 7 nani.
Se penso a una miniera la prima cosa che viene in mente sono loro che cantano "Hey oh, hey oh, andiamo a lavorar" con in spalla il piccone e la lucina sulla fronte.
Le miniere le ho sempre associate a quella scena, oltre che al buio, al carbone e alla claustrofobia.
Da quando siamo nella zona centrale del Messico, però, alle miniere associo anche bellissimi centri storici e pietre decisamente più preziose del carbone.
Guanajuato, la città che più amiamo in Messico per le sue stradine strette e le case colorate, giace proprio su una gigantesca miniera di argento.
Ovviamente gli spagnoli, una volta scoperto il tesoro che si nascondeva tra quelle rocce, hanno iniziato a scavare e in pochi decenni tutto l'argento è stato estratto.
Quello che ne è rimasto però, è una meravigliosa città che da sola vale il viaggio in Messico.



Stessa sorte è capitata ad un'altra cittadina: Taxco de Alarcón, chiamata da tutti semplicemente Taxco.
Questa è stata la nostra personalissima scoperta qui in Messico.
Quando ci è apparsa all'orizzonte, abbiamo vissuto la stessa sensazione che devono aver provato i conquistadores spagnoli quando si sono resi conto che quel metallo non era latta, ma argento.
Ci ha lasciato davvero stupiti perché non era nei piani.
L'abbiamo inserita nell'itinerario così un po' per caso.
Era uno stop pratico per spezzare il lungo viaggio verso sud.
Non ci aspettavamo grandi cose  onestamente.
Avevamo letto fosse un Pueblo Magico del Messico.
Dopo un anno e decine e decine di Pueblos Magicos, però, diciamo che questa onoreficenza ormai non ci fa più un grandissimo effetto.
La realtà è che Taxco si è rivelata una scoperta preziosa, almeno quanto la miniera d'argento accanto a cui è stata costruita.


È vero, siamo piuttosto ignoranti in materia di metalli preziosi e gioiellerie.
Altrimenti avremmo sicuramente conosciuto questa cittadina che vanta artigiani dell'argento tra i più famosi del mondo.
Oggi, a Taxco, le miniere sono chiuse ma le gioiellerie che vendono articoli in argento sono ancora alla base dell'economia locale, insieme al turismo.
Non si devono però immaginare negozi con tanto di campanello e doppia porta per entrare. Le gioiellerie di Taxco hanno arredamenti talmente originali da convincere persino Paolo a entrarci.
Sono state ricreate delle grotte con tanto di finte pareti di roccia e luci che si accendono e spengono al passaggio.
In quella penombra gli orecchini e i bracciali d'argento sembrano risplendere ancora di più.
Ma al di là dell'essere riuscita nell'impresa di far entrare Paolo nella gioielleria, Taxco si è rivelata anche capace di farci fare un salto nel tempo.
Ci ha riportato agli anni '70 e a quell'atmosfera un po' hippie che ci sarebbe tanto piaciuto vivere.
Cosa c'entrano i figli dei fiori con le miniere di argento?
Il denominatore comune sono i pulmini della Volkswagen.



Questi piccoli furgoncini, simbolo di un'epoca, a Taxco vengono utilizzati come 'collectivos', cioè autobus per spostarsi dalla città ai paesini vicini.
Ci ha messo di buon umore vederli "sfrecciare" nel centro...sfrecciare si fa per dire, dato che sulle strade in salita della città, eravamo decisamente più veloci noi a piedi.
Non solo furgoncini, ma anche le mitiche Volkswagen Beetle. Quei bei maggioloni vengono usati come taxi contribuendo a creare un'atmosfera retrò alle nostre giornate a Taxco.
Questa macchina era molto diffusa in Messico soprattutto negli anni 90.
Era considerata l'auto della classe operaia ed era venduta a un prezzo pari al salario minimo ufficiale di un anno. Il costo era di 5300$.
Nel 2012, però, la produzione dell'auto è stata completamente interrotta.
Le vetture non potevano più circolare a Città del Messico poiché non rispettavano le norme sulle emissioni e così i Volkswagen Beetle sono stati tolti dal mercato.
Per un attimo, dobbiamo ammetterlo, ci abbiamo fatto un pensierino a scambiare la nostra Carmencita con uno di quei bei maggioloni.
Certo ci avremmo rimesso in comodità e spazio, ma vuoi mettere che passo avanti nello stile!
Angela e Paolo
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