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Scritto Venerdì 14 maggio 2021 alle 10:36

Lecco, i lavoratori dell'ASST in sciopero per due ore. I sindacati: 'Necessità oggettiva, per i diritti del personale e dei cittadini'

Le ragioni della protesta erano già state ampiamente annunciate: l'annosa carenza di personale, il generale problema organizzativo che l'emergenza Covid non ha fatto altro che accentuare, la scarsa attenzione di fondo alla sanità pubblica e alla medicina territoriale, questione che con l'avvento della pandemia è finita "relegata in un angolo". Si è svolto questa mattina dalle 8.00 alle 10.00 lo sciopero dei lavoratori dell'ASST, promosso dalle sigle sindacali territoriali con un "picchetto" all'esterno del presidio ospedaliero di Lecco (oltre che di quelli di Merate e Bellano).




"Non siamo diventati matti per proporre una mobilitazione in un momento del genere, ma è evidente che non ce la si fa più" ha dichiarato il segretario generale della CGIL Diego Riva, facendo seguito al collega Catello Tramparulo che ha parlato di una "scelta doverosa e inevitabile, perchè la Direzione continua a negare i problemi e a trincerarsi dietro le sue verità". "Prima di arrivare a questo punto abbiamo chiesto aiuto alle Istituzioni, abbiamo aperto una mediazione, ma nemmeno in Prefettura siamo riusciti ad evitare questo momento, davvero necessario. Siamo scesi in campo per i lavoratori dell'ASST ma anche per tutti i cittadini, deve essere chiaro che stiamo scioperando per i diritti: è una necessità oggettiva, per far conoscere rivendicazioni che portiamo avanti da anni, non certo da qualche giorno. In altro modo non sarebbe stato possibile dare risposte a nessuno, nè a chi utilizza i servizi nè a chi tutti i giorni va in ospedale per fare il proprio dovere, tenendo alto quel livello d'eccellenza raggiunto nel tempo con tanti sacrifici. Non è più il momento delle mediazioni".



Diego Riva e Catello Tramparulo

Come già spiegato dai sindacati, uno dei temi principali al centro della mobilitazione odierna è la carenza di personale, una criticità emersa con ancora maggior evidenza durante l'emergenza Covid. "Siamo nel periodo in cui si programmano le ferie, cosa che quest'anno risulta quasi impossibile visto che i lavoratori hanno ancora 41.000 giornate da recuperare dal 2020" ha sostenuto Catello Tramparulo (FP CGIL), ribadendo come, a fronte di "tantissime richieste di mobilità in uscita", non ci sia "nessun bando di concorso per assunzioni di Oss, infermieri e amministrativi", con "il reparto di Ortopedia ancora appaltato a una realtà esterna".


Al microfono Mirco Scaccabarozzi



Pippo Leone e, sulla destra, Massimo Coppia

"Sentiamo un forte senso di responsabilità perchè si tratta di una questione enorme" ha proseguito il segretario generale della CISL Mirco Scaccabarozzi. "I nostri operatori sanitari hanno toccato livelli insostenibili di stress, per non parlare degli 850 contagi registrati in questi mesi. Come sindacato confederale dobbiamo tenere alta l'attenzione perchè Lecco non diventi un luogo di passaggio per i lavoratori, forse più attratti da altre realtà. Ci sono evidenti problemi di gestione e di organizzazione sia del personale che dei servizi: si sta andando verso un "50-50" di pubblico e privato, ma noi vogliamo che la sanità sia pubblica al 100%, garantita a tutti con costi contenuti. Non possiamo dimenticare, poi, il tema della territorialità, finito in un angolo con l'emergenza Covid: non possiamo fare finta di niente di fronte ai problemi dei consultori, dei centri per la salute mentale, dei medici di famiglia. Siamo felici di aver avuto riscontri a questo sciopero anche da Lecco e Merate". Un concetto, quest'ultimo, ribadito anche da Pippo Leone (FP CISL) fin dai primi minuti della protesta. "Sembra una mobilitazione riuscita e sentita" ha commentato. "In un certo senso ci dispiace perchè significa che i problemi sono reali, nonostante la sordità della Dirigenza".



Salvatore Monteduro



"Ringraziamo tutti per il sacrificio di queste ore, in cui sentiamo la vicinanza di tanti lavoratori e colleghi, anche di altre categorie" ha aggiunto, ancora, il segretario generale della UIL Lario Salvatore Monteduro. "Non stiamo scioperando contro qualcuno ma per qualcuno, per tutti i cittadini, per la tutela del diritto alla salute. Conosciamo troppe persone che negli ultimi tempi hanno deciso di rinunciare al loro impiego per l'eccessivo stress, cosa inaccettabile in uno Stato civile. In questi mesi abbiamo toccato con mano la necessità di un sistema sanitario efficiente. Abbiamo pianto più di 130.000 morti per Covid, ma se questo numero è stato limitato è soltanto grazie ai nostri operatori, a cui non possiamo chiedere altri sacrifici. Servono investimenti urgenti che vadano oltre questa emergenza, perchè dopo quella dovuta al virus ne arriverà un'altra, che riguarderà i tanti pazienti che nell'ultimo anno non sono stati curati in modo adeguato: sarà difficile dare loro risposte se non si implementa il personale ora. Il diritto alla salute - e alle ferie - va garantito sempre".





"La sicurezza è sicuramente migliorata, ma ci sono ancora troppe emergenze nell'emergenza" ha ribadito Massimo Coppia (FP UIL), ricordando l'intervento dei sindacati per ottenere chiarimenti a seguito del recente sequestro di mascherine destinate anche all'ASST di Lecco. "Oggi si parla di vaccini, domani si parlerà del Pronto Soccorso. Se la prima ondata ha preso tutti alla sprovvista, la terza ha fatto emergere un chiaro problema organizzativo, a cui è urgente porre rimedio".



Come "promesso" dai sindacati, sembrerebbe che lo sciopero odierno non abbia creato particolari disagi agli utenti dell'Ospedale Manzoni, molti dei quali sono apparsi sorpresi dalla mobilitazione in corso sulla scalinata del presidio, di cui non erano informati. "Non ne sapevo niente", il commento più gettonato, insieme a qualche manifestazione di solidarietà a caldo: "Fanno bene a protestare, hanno tutte le ragioni".
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B.P.
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