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Scritto Venerdì 14 maggio 2021 alle 18:27

Valmadrera: avvocato trascina a processo una parente per 'appropriazione indebita'

Tappeti, monete d’oro, orologi di valore e monili di ogni tipo. Questo sarebbe -il condizionale è d’obbligo- il ricco bottino che una 61enne residente a Valmadrera avrebbe asportato dalla confinante abitazione dello zio di suo marito una volta deceduto nella primavera del 2016. A trascinare la donna a giudizio con l’accusa di appropriazione indebita è stata la figlia del defunto, un’avvocatessa del foro di Lecco, secondo la quale i beni preziosi sarebbero stati prelevati dopo la morte dalla casa del padre. In particolare, secondo una tesi accusatoria ancora tutta da confermare, la donna avrebbe avuto la disponibilità delle chiavi del parente che abitava proprio affianco a lei e al marito e per questo motivo avrebbe approfittato della situazione.
Nel corso dell’istruttoria portata avanti questa mattina al cospetto del giudice Enrico Manzi, sono stati escussi diversi testimoni della difesa della donna -rappresentata dall’avvocato Richard Martini- i quali hanno tutti scagionato l’imputata: sia le vicine di casa che il cognato e il marito hanno affermato non solo di non averla mai vista entrare nell’abitazione del defunto, ma che semmai era quest’ultimo a recarsi a casa di lei come ospite a pranzi. “Non siamo mai entrati in casa di mio zio” ha detto in particolare il marito dell’imputata. “Non so nemmeno cosa avesse in quell’abitazione. Semmai era lui a venire da noi, spesso era nostro ospite, mangiavamo insieme e giocavamo a carte. Sua figlia invece, in 35 anni che abito lì, non l’avevo mai vista”.
Anche l’imputata ha confermato la versione fornita dai testimoni che si sono accomodati prima di lei a raccontare quanto a loro conoscenza, dichiarando la sua innocenza: “mi sono stupita quando ho saputo della denuncia della figlia dello zio di mio marito” ha detto al giudice la donna riferendosi all’avvocato lecchese, che ha deciso di non costituirsi parte civile ma ha assistito all’udienza seduta dietro il Vpo Mattia Mascaro. “lui era una persona molto umile, girava con un orologio modesto. Non avrei mai pensato che potesse avere tutti quei preziosi. Le chiavi di casa sua le avevo per ogni evenienza, me le aveva consegnate in caso si sentisse male e avesse bisogno”.
Il giudice ha rinviato per la discussione al prossimo 7 luglio.
B.F.
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