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Scritto Martedì 18 maggio 2021 alle 08:28

Villa Serena: interlocuzione M5S-commissario per fermare la vendita

Giovanni La Colla
Villa Serena, non è ancora detta l’ultima parola. Non ci stanno, i pentastellati galbiatesi a cedere il passo sull’annosa «querelle» riguardante l’alienazione della locale RSA, decisa a suo tempo (2017) dall’Amministrazione di Tino Negri e ripresa negli ultimi mesi dal Commissario prefettizio Laura Maria Motolese, in carica alla guida del paese dalla caduta dell’Amministrazione Montanelli alla fine dello scorso anno. A metà aprile era stato convocato un «summit» dei Sindaci dei paesi della cintura lecchese coinvolti nella gestione allo scopo di comunicare la scelta, che di fatto dava seguito ad una decisione già presa dal Primo Cittadino dell’epoca, configurandosi quindi – come spiegato dalla stessa Motolese – come un atto di tipo tecnico, sul quale non sarebbe stato possibile transigere. Solo qualche giorno fa nella diatriba era intervenuto anche il PD Galbiate, quando il coordinatore Giuseppe Visconti aveva indirizzato al Commissario una lunga e dettagliata relazione, anche questa su base «tecnica», di nuovo contestando l’avvio dell’iter di cessione delle quote. L’ipotesi a quel punto sarebbe stata quella di rimandare la discussione al prossimo autunno, post insediamento della nuova Giunta. Sulla stessa linea, anche il Movimento 5 Stelle, i cui rappresentanti nell’ex gruppo consiliare di opposizione hanno rimesso le loro ragioni nelle mani di un legale. «Siamo stati convocati dalla dottoressa Motolese il 28 di aprile scorso – spiega Giovanni La Colla – come forza politica. In quell’occasione abbiamo espresso le nostre motivazioni rispetto al fatto che la RSA non possa essere ceduta. Lo stesso ha fatto lei, spiegando come in punto di diritto lei non abbia la possibilità di fare marcia indietro e la procedura sia ormai avviata. Dal canto nostro abbiamo ribadito come Villa Serena sia un bene pubblico e che tale sia da mantenere tanto più che è un bene di attività socio assistenziale: oltretutto si avrebbero gioco forza anche dei limiti riguardo alla calmierazione delle rette, cosa che non succederebbe col privato. Terzo punto, il 31/12/2035 scade il contratto col gestore attuale, il che permetterebbe al Sindaco in carica di incamerare gli introiti derivanti da una gestione totalmente pubblica. Le nostre battaglie di questi anni, ruotano intorno a queste tre motivazioni di base, che abbiamo ribadito nei recenti incontri con la dottoressa Motolese, di cui riconosciamo la competenza e il lavoro fatto e a cui va la nostra stima. La speranza è che la questione venga poi rimessa nelle mani della prossima Amministrazione: riguardo a questo, sentiamo di avere buone speranze».
L’ultimo incontro con il Commissario venerdì scorso, su richiesta dello stesso Movimento, alla presenza del legale incaricato, la dottoressa Ilaria Battistini (docente di Diritto Amministrativo all’Università di Bologna): «Abbiamo chiesto questo secondo confronto – spiega La Colla – per ribadire ancora una volta le nostre ragioni, che riteniamo essere le ragioni della cittadinanza». Nuovamente congelata – pare - perciò la cessione, in attesa (si pensa, a questo punto) delle prossime amministrative, per cui causa Covid si dovrà attendere l’autunno.
Intanto il Movimento ha steso un documento ufficiale in cui si rimarca che: «…possa emergere l’intenzione di creare una manifestazione d’interesse pubblica, aperta e partecipata per il territorio onde sondare possibili soluzioni alla gestione di Villa Serena S.p.a. e che sia poi la prossima amministrazione comunale a decidere se proseguire con un bando di gara….oppure trovare modalità alternative di affidamento».
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A.I.
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