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Scritto Venerdì 28 maggio 2021 alle 08:27

PAROLE CHE PARLANO/27

Stato interessante

Uno dei momenti più belli e arricchenti per una donna è sicuramente la gravidanza, un periodo in cui un nuovo essere trova nell'utero materno la giusta ospitalità e tutto l'amore di cui necessita, fin dai primi istanti della sua vita.
Nonostante ciò, utilizziamo molte parole o circonlocuzioni non sempre così poetiche come forse meriterebbe questo stato. Il primo che ho citato è gravidanza che in effetti deriva dal latino gravidus nel senso di pesante. Ed è assolutamente innegabile che, settimana dopo settimana, una donna senta il peso e l'impaccio di una pancia che diventa sempre più difficile da gestire con leggerezza.
Pur avendo un suono poco felice, la parola pregnante (da cui il brutto pregna) in fondo è meno dura, visto che deriva al latino praegnans, da gignĕre, quindi in procinto di generare. Ed ecco incinta a cui siamo di certo più abituati. I Latini usavano in realtà i termini gravida o praegnans, mentre incinta, inciens, la riservavano agli animali. La sua derivazione va cercata nel greco énkyos, che significava gonfiarsi. Nel latino tardo, la parola inciente fu trasformata in incincta, collegandola al verbo cingere, nel senso che le gestanti, vista la prominente rotondità, sono spesso in-cinte, cioè senza cinta.
Di certo non scaturisce da questi termini un'idea idilliaca della maternità. Ma non pensiamo che sia un problema della nostra lingua: anche in quelle germaniche i verbi usati per dare alla luce un bambino (come l'inglese bear e il tedesco gebären), derivano da una radice preindoeuropea che aveva il senso di portare, sopportare un peso. Dall'inglese bear deriva burden (carico, fardello), che in passato, non a caso, indicava anche il peso che la donna incinta porta in grembo.
Di un'altra parola, gestante, in uso anche nel linguaggio tecnico, possiamo dire che abbia una connotazione neutra visto che si origina dal lat. gerĕre, col significato di portare.
Nella modernità, tutta la concretezza di questi termini ci è parsa fin troppo cruda e la descrizione di quel lievitare troppo realistica. Perciò abbiamo inventato eufemismi come stato interessante (dal francese intéressant, importante, affascinante) o dolce attesa.
Queste espressioni vogliono sottolineare gli aspetti più belli della gestazione, anche se la situazione non cambia: oltre alla bellezza di far crescere un bambino in grembo, rimane anche la fatica lunga nove mesi che nessun uomo potrà mai comprendere. 



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Rubrica a cura di Dino Ticli
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