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Scritto Lunedì 31 maggio 2021 alle 09:32

Cremeno: 2° posto per Combi al concorso nazionale 'Un dipinto per San Rocco'

Terzo posto per l'opera del pittore Gianfranco Combi, in rappresentanza della parrocchia di San Giorgio Martire in Cremeno, alla seconda edizione del concorso nazionale "Un dipinto per San Rocco". La manifestazione, organizzata dall'associazione europea Amici di San Rocco, è stata ospitata quest'anno dal Comune di Miasino in provincia di Novara, un incantevole borgo dove il santo è patrono.


L'opera di Gianfranco Combi. Sotto, la prima e la seconda classificata



Alla mostra allestita presso la splendida cornice di Villa Nigra hanno partecipato 18 artisti da tutta Italia presentando lavori dedicati appunto al santo pellegrino di Montpellier. Dopo la S. Messa celebrata dal parroco don Pierluigi Grossi si è svolta la premiazione del concorso: il primo posto è stato assegnato all'opera dell'artista calabrese - da anni residente a Gattinara (VC) - Saverio Genise, che raffigura il santo intento a curare gli ammalati di peste; seconda classificata Elena Spaziani da Sora (FR), seguita appunto da Gianfranco Combi da Cassina Valsassina, presente insieme al sindaco di Cremeno Pierluigi Invernizzi.



I sindaci di Miasino e Cremeno



Fratel Costantino, responsabile dell'Associazione organizzatrice, ha ringraziato le autorità civili e gli aderenti all'iniziativa, comunicando che i 18 dipinti saranno ora collocati nella nascente pinacoteca nazionale dedicata a San Rocco nella comunità di Falciano del Massico (CE), dove tutti i devoti e gli appassionati d'arte potranno ammirarli. Sono oltre tremila le chiese a lui intitolate in Italia, a cui si aggiungono 1.889 comuni che lo hanno come patrono.




Fratel Costantino, Gianfranco Combi e il sindaco di Cremeno Pierluigi Invernizzi

Come è stato sottolineato anche in questa occasione, San Rocco non è un privilegiato, ma è stato invitato come tutti a partecipare alla bellezza di Dio: la differenza sta nel fatto che lui ha accettato, diventando un convertito, un testimone e un camminatore nel cuore della storia e della nostra Italia, spingendo con il suo esempio a riscoprire l'identità cristiana del pellegrino come esperienza che abbraccia la vita, spesa totalmente per il prossimo, piegandosi sulle debolezze altrui per sanare ogni tipo di piaga.
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