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Scritto Lunedì 31 maggio 2021 alle 18:32

Esino: la storia di 34 'dinastie' emigrate e del nonno Vittorio nel libretto di Ferraroli

34 cognomi, 34 dinastie accomunate da una storia di emigrazione dall'Italia verso terre lontane: Argentina, Brasile, ma anche Stati Uniti e Australia, paesi ai confini del mondo che tuttora conservano, proprio grazie all'anagrafica, un "pezzetto" di Esino. Adamoli, Bertarini, Bini e Bonacina, ma anche Forni, Maglia, Nasazzi e Pensa: sono solo alcuni dei nomi legati appunto al paesino lariano ed esportati all'estero tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, come ricostruito da Gianclaudio Ferraroli nella sua ultima fatica editoriale, "La storia di un emigrante", un breve libro diviso in tre parti ormai pronto per essere dato alle stampe.


Gianclaudio Ferraroli

"Alcuni di loro sono partiti in cerca di fortuna proprio da Esino, mentre altri hanno fatto qualche tappa intermedia in varie città della nostra Penisola, da Bologna, Padova e Venezia fino a Chieti, Siracusa e Caltanissetta" ci ha raccontato lo scrittore "in erba", autore di un corposo lavoro di ricerca svolto principalmente tramite due archivi virtuali, uno italiano e uno argentino. "Grazie al materiale presente in questi database è stato possibile ricostruire le "peregrinazioni" dei nostri antenati, passando in rassegna tutti i 34 cognomi indicati nei registri anagrafici dal 1882 al 1950 e raccogliendo tutte le informazioni a disposizione - comprese età e professioni, quando indicate - in una serie di schede. Ciascuna di queste persone ha avuto una storia unica, ma legata "a doppio filo" alla nostra comunità, che spesso, dopo essere stata punto di partenza, è diventata anche meta di un agognato viaggio di ritorno".


Una scheda anagrafica presente nel libro


Un piccolo Gianclaudio Ferraroli con il nonno

È stato proprio così per Vittorio Bertarini, nonno di Gianclaudio Ferraroli che nel 1890, con i pochi soldi guadagnati dopo il servizio militare, ha lasciato la "sua" Esino per raggiungere a piedi la città di Marsiglia - distante 600 chilometri - e partire, con i mezzi allora a disposizione, alla volta della lontana Argentina. La sua storia è al centro della terza parte del libro. "A Buenos Aires ha trascorso diversi anni svolgendo i mestieri più umili, per poi iniziare a lavorare come muratore alle dipendenze di un altro emigrato lariano che in Sudamerica aveva avviato un'impresa edile, oltre a "fondare" un piccolo paese chiamato Bella Italia" ha proseguito l'autore della pubblicazione. "Dopo un matrimonio finito prematuramente a causa della scomparsa della consorte - peraltro sorella del suo titolare - mio nonno è tornato per un periodo in "patria", dove ha conosciuto la donna - Claudia Acquistapace - che nel 1917 avrebbe dato alla luce mia madre Claudia Vittoria, di nuovo in Argentina. A Esino sono rientrati insieme, definitivamente, nel 1924, portando con sè a bordo di un piroscafo quasi un milione di lire: un vero e proprio capitale per l'epoca, considerando che un muratore era solito guadagnare una lira e mezza all'ora".



Vittorio Bertarini e, a destra, una tipica nave per emigranti

"Di mio nonno, morto a 84 anni, ho molti ricordi, è stato lui a raccontarmi le sue vicissitudini mentre davanti al camino sorseggiava il mate - la tipica bevanda argentina - e fumava la sua pipa" ci ha detto ancora Ferraroli. "Quanto narrato nel mio libro trae spunto proprio dalle sue testimonianze dirette, oltre che dalle pagine del suo diario, scritto in italiano con molti "inserti" in spagnolo e riletto negli anni, non senza fatica, insieme a mia mamma".
Come le sue precedenti pubblicazioni, il volume "La storia di un emigrante" sarà distribuito in paese direttamente dallo stesso autore, che a breve provvederà a stamparne circa 250 copie.
B.P.
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