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Scritto Martedì 08 giugno 2021 alle 11:47

Malgrate e la Polizia in festa per il 35° di sacerdozio di don Andrea, 'grazie' corale

Come ad ogni festa che si rispetti, nella serata di lunedì non sono mancati i regali, i sorrisi e le sorprese nella Chiesa Parrocchiale di San Leonardo a Malgrate, gremita per le celebrazioni in onore di don Andrea Lotterio che proprio ieri, 7 giugno, ha ricordato il suo 35° anniversario di ordinazione sacerdotale.

Don Andrea Lotterio

Un traguardo importante, che il parroco ha voluto condividere con quelle che ha definito le sue "due famiglie", ovvero la piccola comunità alle porte di Lecco e la Polizia di Stato di cui è cappellano, rappresentate concretamente dalle autorità e simbolicamente da due pani posizionati sull'altare.

"In questi luoghi non sono un padre, ma un fratello e un amico con cui camminare" ha esordito con emozione don Andrea, paragonando poi i grappoli d'uva "ai movimenti, le associazioni, le scuole, i gruppi Scout e le tante realtà territoriali" che ogni giorno riempiono il suo tempo di impegni e attività.

"Io sono davvero contento di essere qui, mentre voi - come ho detto anche al mio arrivo dieci anni fa - di me dovete accontentarvi" ha poi aggiunto con il sorriso che sempre lo contraddistingue, dopo un'omelia incentrata sul tema della speranza.

"Una volta ho sentito raccontare una favola, la storia di una bambina che, disobbedendo alle raccomandazioni della mamma, un giorno si inoltra in una fitta pineta: qui conosce Candida, una donna un po' stramba, ma sempre gentile e sorridente, con cui inizia a trascorrere tutti i suoi pomeriggi, finchè gli adulti al suo fianco non la dissuadono dal farlo. Soltanto una volta cresciuta - e con vuoto nel cuore - si imbatte di nuovo in lei, per caso, alla fermata dell'autobus, scoprendo che era la speranza. Forse un giorno l'abbiamo incontrata anche noi, forse ci ha sorriso: magari poi l'abbiamo dimenticata, ma lei ci aspetta lì, a un angolo della strada, pronta a risollevarci dalla polvere".

Don Andrea insieme a chierichetti, Prefetto, Questore e sindaco

E la speranza è tornata anche in uno dei tanti doni che don Andrea ha mostrato ai fedeli malgratesi, "vergata" in caratteri arabi su di una pergamena creata appositamente per lui da un amico di fede musulmana. Ma nemmeno gli stessi parrocchiani si sono fatti trovare impreparati, partecipando alla festa del loro affezionato sacerdote con numerosi regali tra cui un breve soggiorno di relax, con il biglietto nascosto tra tanti palloncini colorati.

"Vogliamo dirti grazie perchè in questi dieci anni di presenza in paese ti sei preso cura di noi, aiutandoci ad approfondire la parola di Dio e mostrandoci vicinanza sia nei momenti di gioia che in quelli di dolore, compresi i recenti periodi di pandemia e isolamento forzato" ha affermato un malgratese a nome dell'intera comunità. "Insieme a te abbiamo potuto sistemare i nostri campi da calcio e rifare l'illuminazione della chiesa. Al di là di questo, però, di te abbiamo apprezzato la compassione, la capacità di ridere con i più piccoli, di accompagnare i ragazzi, di addolorarti con i malati e di piangere con coloro che salutano una persona cara, riuscendo a comprendere i momenti di tutti".

Sulla sinistra il Prefetto di Lecco Castrese De Rosa e sotto il sindaco Flavio Polano

A ringraziare don Andrea per la sua "presenza viva e discreta, grazie a cui ha saputo costruire una comunità vivace", anche il sindaco di Malgrate Flavio Polano, a cui hanno fatto seguito le parole del Prefetto di Lecco Castrese De Rosa, affiancato dal Questore Alfredo D'Agostino e da una rappresentanza della Polizia di Stato.

"Ti auguriamo di continuare su questa strada per lunghi anni" il commento unanime, a chiusura della celebrazione che ha poi avuto un ulteriore strascico festoso - con il "placet" bonario delle autorità presenti - in un breve rinfresco sul sagrato della Parrocchiale.
B.P.
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