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Scritto Martedì 08 giugno 2021 alle 14:22

'In difficoltà, ma non crolla': la reazione alla pandemia del sistema occupazionale lecchese nell'11° Rapporto dell'Osservatorio

È in difficoltà, ma non crolla. Questo, in estrema sintesi, lo stato del sistema occupazionale lecchese nel 2020, anno del Covid, secondo quanto emerso dall’11° Rapporto dell’Osservatorio provinciale del mercato del lavoro – a cura della società PTSCLAS – illustrato nella mattinata odierna in Sala Don Ticozzi alla presenza delle autorità istituzionali e dei delegati di diversi enti e realtà territoriali. Uno strumento, quello promosso dalla Provincia in collaborazione con la Camera di Commercio e Network Occupazione Lecco, che evidenzia bene la reazione del sistema economico-produttivo e del mercato del lavoro locale di fronte agli sconvolgimenti causati dalla pandemia, nonché la capacità di resilienza e di fare rete nei momenti più difficili.



“Ora siamo tutti chiamati a fare del nostro meglio per cogliere le opportunità di ripresa e rilancio del nostro Paese” ha sostenuto il presidente della Provincia Claudio Usuelli, a cui hanno fatto eco le parole del Prefetto Castrese De Rosa che, come già in altre occasioni, ha esaltato le qualità che il territorio ha saputo mettere in campo negli ultimi mesi, racchiuse in quello che ha definito “il sistema Lecco”.


Il Prefetto Castrese De Rosa e Rita Pavan

Sistema che ora, secondo Rita Pavan del Network Occupazione, “dovrà unire le forze per fare in modo che la ripresa non abbia nessun contraccolpo negativo”, affrontando al meglio le importanti sfide riguardanti “le infrastrutture, gli investimenti, gli ammortizzatori sociali e le politiche attive, così come la transizione verde, la sanità e la non autosufficienza”, unite a quelle citate da Carlo Guidotti della Camera di Commercio “per la ripartenza generale, l’apertura al nuovo, la digitalizzazione e il reale fabbisogno delle imprese”. “Lecco è un vero Polo di eccellenza per la gestione del mercato del lavoro e delle risorse umane, che dobbiamo studiare e replicare” ha puntualizzato invece il consulente del Ministero Romano Benini, lasciando poi la parola ai referenti di PTSCLAS per la vera e propria presentazione del Rapporto.


Claudio Usuelli

“Un anno fa la paura comune era quella di tornare alla pesante crisi del 2009, cosa che fortunatamente non è avvenuta” ha affermato Gianni Menicatti. “Le imprese erano preoccupate per l’andamento delle dinamiche occupazionali, tanto che almeno il 10% di esse si diceva certo di dover ridurre il personale. Dodici mesi dopo possiamo dire che il sistema ha retto, che le difficoltà – pur innegabili – hanno avuto un’entità più contenuta del previsto: secondo i dati Istat, infatti, Lecco si colloca in una fascia di bassa fragilità, con una performance peggiore solo a quella di Milano. Il tasso di occupazione è rimasto fisso al 68.9% (in valore assoluto si sono “perse” circa 1.000 unità) e quello di disoccupazione è passato dal 5.3 al 5.2%, restando comunque al di sopra della media regionale del 5%”.


Sulla sinistra il sindaco di Lecco Mauro Gattinoni

A mettere in luce qualche rischio per il prossimo futuro è invece il dato sulla cassa integrazione: nel 2020 le ore autorizzate hanno infatti superato la cifra record di 26 milioni, per un totale di circa 15.000 soggetti coinvolti pari al 10% dei posti di lavoro esistenti. “Non siamo ancora in grado di dire che cosa succederà nei mesi a venire” ha ammesso il relatore, con un accenno al sistema scolastico e formativo del territorio che il Rapporto ha rivelato essere “efficace e funzionale al mondo delle nostre imprese”. “I dati forniti dal Politecnico confermano un concreto interesse delle aziende per i neo laureati in ateneo, mentre le indagini della Fondazione Agnelli continuano a porre le nostre scuole ai massimi livelli in Italia” ha concluso Menicatti.


Carlo Guidotti e Romano Benini

A ribadire la “sostanziale tenuta del sistema, nei numeri e nei fatti”, è stato poi il collega Andrea Gianni. “Il comportamento virtuoso del nostro territorio emerge bene nel -0.7% registrato sul doppio fronte della forza lavoro e degli occupati, a confronto con il 2019” ha proseguito quest’ultimo. “Il segno meno era scontato, ma la riduzione è stata davvero irrisoria, soprattutto se confrontata con quella del resto della Lombardia e dell’Italia. Lecco è al 12° posto sul territorio nazionale per tasso di attività, al 6° (e al 1° in Regione) per quello di occupazione e al 16° per quello di disoccupazione, mantenendosi sempre su livelli di assoluta eccellenza. In quest’ultimo caso, paradossalmente sono migliorate anche le situazioni relative ai giovani (con il tasso sceso di quattro punti percentuali, al 15.6%) e alle donne (dal 7.2 al 7%), anche se – è doveroso precisarlo – resta da stabilire in che misura questa contrazione sia dovuta alla diminuzione della popolazione attiva, in cerca di un impiego, attribuibile all’uscita dal mondo del lavoro di persone “scoraggiate” dalle conseguenze della pandemia, o in generale dalla situazione contingente”.


In prima fila al centro il consigliere Giuseppe Scaccabarozzi

“Poteva andar peggio”, insomma, per citare ancora Rita Pavan, ma indubbiamente poteva anche andar meglio. “Nonostante la generale stabilità, tuttora si nota un’evidente sofferenza in alcuni settori come quelli del commercio al dettaglio, del turismo e dei trasporti, ma anche in segmenti come quello degli indipendenti che ha visto “sparire” 1.300 lavoratori” ha proseguito Andrea Gianni, spiegando altresì come il territorio lecchese abbia ancora la sua forte vocazione manifatturiera, pur in uno scenario di crescita dei servizi (38%) e della Pubblica Amministrazione, con particolare riferimento al Sistema Sanitario Nazionale che nel 2020 ha incrementato il suo personale di 220 unità.


Gianni Menicatti

“Evidenti segnali di difficoltà arrivano anche dai Centri per l’impiego provinciali, con gli avviamenti al lavoro scesi dell’11% e le cessazioni del 10%” ha aggiunto ancora l’esperto di PTSCLAS. “Il saldo, comunque, resta positivo in pressochè tutto il territorio, tranne che nel distretto di Bellano. Da sottolineare che nel secondo trimestre 2020 si è toccato un picco negativo come non se ne vedevano da anni, anche se poi fortunatamente è iniziata la risalita, consolidata nei primi mesi del 2021. Le imprese stesse hanno dimostrato nei fatti una generale tenuta seppur con qualche doveroso distinguo, per esempio tra le aziende di costruzioni e quelle giovanili: come è già stato sottolineato, bisogna ricordare che i dati appaiono positivi anche grazie al blocco dei licenziamenti e al ricorso agli ammortizzatori sociali, con la cassa integrazione aumentata del 36% rispetto all’anno peggiore tra gli ultimi dodici considerati”. Sempre secondo Andrea Gianni, infine, a far riflettere è anche un dato che richiama il tema dell’effettivo fabbisogno delle imprese, già considerato in apertura da Carlo Guidotti. “Persino in un anno difficile come il 2020 è emerso che il 35% del personale richiesto dalle aziende è difficile da reperire, cosa che deve farci ragionare nell’ottica di un’imminente ripresa” ha concluso.


Andrea Gianni

A chiudere i lavori, dopo un intervento sul tema della “cooperazione tra attori pubblici e privati nei servizi per l’impiego e nelle politiche attive del lavoro”, è stato Giuseppe Scaccabarozzi. “Anche i nostri Centri per l’impiego di Lecco e Merate sono al centro di un Piano straordinario di potenziamento, che nei prossimi mesi porterà all’assunzione di altri operatori” ha ricordato il consigliere provinciale, ringraziando gli intervenuti alla mattinata. “Quando l’organico sarà al completo si aprirà quindi una nuova fase per entrambe le sedi, che potranno contare su nuove risorse umane per continuare a garantire i servizi e far fronte alle sfide che si presenteranno quando verranno meno le misure a tutela dell’occupazione, ovvero la cassa integrazione con causale Covid-19 e il blocco dei licenziamenti”.

Per visualizzare il rapporto completo CLICCA QUI.
B.P.
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