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Scritto Mercoledì 09 giugno 2021 alle 17:42

Lecco: brandendo un coltello, rapinò del telefonino un connazionale. A processo

Letti di fortuna alla Piccola
Nell'estate 2019 era stato aggredito da un connazionale nell'area dell'ex Piccola. Privato del proprio telefono cellulare al termine di un'accesa discussione verbale, a distanza di due anni da quell'episodio ha raccontato davanti al giudice in ruolo monocratico del tribunale di Lecco, Martina Beggio, i fatti per i quali il connazionale Osas Philip, classe 1986, è finito a giudizio con l'accusa di rapina (628 c.p. comma 1).
''Vivevo in una stanza in affitto, ma c'era molta umidità e per questa ragione avevo deciso di dormire fuori'' ha raccontato il nigeriano classe 1997, parte offesa nel procedimento penale, rispondendo alle domande del vice procuratore onorario Caterina Scarselli. ''Sono andato nell'area del vecchio mercato come facevano altri ragazzi stranieri. Una sera ho notato sopra di me una borsa, ma non le ho dato particolare peso. L'indomani un gruppo di ragazzi (fra i quali l'imputato ndr) mi hanno accusato di aver preso dei documenti che erano andati persi. Non era così...io non avevo visto nulla''.
A quel punto - secondo la tesi sostenuta dalla Procura - l'imputato avrebbe tirato due schiaffi al giovane connazionale, chiedendo ripetutamente di poter riavere quei fogli che gli servivano. Non ottenendo risposta, gli avrebbe strappato di mano il telefono cellulare, non prima di aver estratto un coltello, minacciandolo di morte. Un ''siparietto'' conclusosi con la fuga in bicicletta del 35enne, difeso nel procedimento odierno dall'avvocato Sonia Bova del foro di Lecco.
Privato del proprio telefonino e spaventato per quanto accaduto, la vittima aveva presentato una querela alla Polizia ferroviaria, riconoscendo Osas Philip in un album fotografico rammostratogli dagli agenti. ''Qualche giorno dopo lui si è pentito e mi ha anche chiesto scusa'' ha detto stamani la parte offesa, riferendo di un incontro avvenuto per la restituzione del cellulare.
Raccolta la denuncia, gli agenti della Polfer hanno poi rintracciato il nigeriano, ospite del Ferrhotel, ma finito in manette per altre ragioni. A seguito di una perquisizione nello zainetto rosso che portava in spalla, erano infatti spuntati 13 involucri contenenti 41 grammi di marijuana. Ricercato e fermato per la rapina, Osas Philip era dunque finito in carcere per spaccio di stupefacenti, come ha confermato stamani in aula il vice ispettore Vincenzo Mazzilli, occupatosi in prima persona insieme ad altri colleghi della pratica.
Si torna in aula il prossimo 29 giugno per l'esame dell'imputato, al quale farà poi seguito la discussione e la sentenza finale.
G.C.
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