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Scritto Mercoledì 09 giugno 2021 alle 17:52

Lecco: travolta e uccisa in corso Matteotti, imprenditore patteggia un anno e 4 mesi

Una foto scattata la sera dell'incidente
Lo scorso 5 maggio il giudice monocratico Nora Lisa Passoni aveva rigettato la proposta di patteggiamento, ritenendo non sussistente - dagli atti prodotti - l'attenuante riconosciuta all'imputato e dunque quel "concorso di colpe" in capo anche alla vittima. La pena andava ritoccata, al rialzo. E così è stato. Quest'oggi la collega Martina Beggio ha ratificato un nuovo accordo trovato tra l'avvocato Gianmaria Ratti - legale dell'investitore - e il sostituto procuratore Andrea Figoni, titolare del fascicolo. Da 10 mesi si è passati a 16. Si è chiuso così il "caso" originato dall'incidente, dall'esito mortale, verificatosi nel tardo pomeriggio di sabato 14 dicembre 2019, quando già sulla città infreddolita era calato il buio dell'inverno. Transitando nella parte alta di Corso Matteotti - non lontano dall'intersezione con viale Adamello-viale Tonale, una BMW di grosse dimensioni ha travolto e ucciso Hakima El Youbi, 61enne di origini marocchine, da anni in Italia, madre di quattro figli, costituitisi parte civile nel processo intentato nei confronti dell'imprenditore lecchese Aldo Anghileri. C'era lui, classe 1946, al volante del suv nero. Omicidio stradale, dunque, il reato a lui ascritto. Gli eredi della donna, già parzialmente risarciti dall'assicurazione con una somma accettata ma considerata dagli stessi come un acconto, per il tramite degli avvocati Laura Rota, Grazie Scurria e Francesco Zambetti, in prima udienza, al cospetto del giudice Passoni, avevano insistito per l'accertamento della verità sulla fine della madre, non accettando l'assunto della corresponsabilità della vittima nel causare l'incidente, posto alla base di un patteggiamento "leggero". Oggi il ritorno in Aula, dopo il niet del primo giudice al patteggiamento. Un anno e 4 mesi la pena applicata a Anghileri, volto noto anche nel panorama dell'alpinismo lecchese. Disposta altresì la sospensione per 2 anni e 6 mesi della patente di guida nonchè il pagamento delle spese alle parti civili, anche loro, come l'imputato, presenti in Aula alla lettura del dispositivo.
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